Scuola, 4 su 5 neoassunti faranno i supplenti

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ROMA.  Solo 150 docenti in classe su 628: in provincia di Bergamo non è andata benissimo la Fase B delle nomine dei docenti per la Buona scuola. Questo succede a Bergamo come in molte altre province italiane. La  grande maggioranza degli insegnanti  (3 su 4) ha preferito fare ricorso al differimento: visto che hanno ancora un anno di contratto da precari hanno scelto di accettare la nomina ma di restare dove sono fino a giugno, decidendo solo poi se trasferirsi (sono quasi tutti da altre regioni). Poi ci sono quelli che non si sono presentati: a Bergamo per esempio su oltre 200 insegnanti di sostegno per la scuola primaria ne sono arrivati solo 48 e soltanto quattro hanno accettato. Infine tanti non si trovano, anche perché a volte mancano le graduatorie: è il caso degli insegnanti di matematica per la scuola media, di informatica o di spagnolo.  Pur in assenza di un dato ufficiale del Miur, i sindacati stanno ricostruendo in queste ore la situazione nelle diverse province:  per la prima volta da anni a questa parte le lezioni iniziano con quasi tutti i docenti in aula, supplenti compresi. Per evitare l'esodo di quasi 9.000 immessi in ruolo con la fase B del Piano straordinario di assunzioni previsto dalla Buona scuola, il governo ha escogitato (circolare sulle supplenze) di lasciare in provincia fino al 30 giugno 2016 coloro che avevano un incarico per tutto l'anno. Ecco allora che circa 4 neoassunti fuori regione su 5 resteranno ancora per il 2016 vicino alle proprie famiglie grazie a una supplenza. Come succede nel Lazio, dove sei 1.500 immessi in ruolo, 1.200 hanno scelto di differire la titolarità grazie ad una supplenza.

Sostegno carente
Il piano di assunzioni nella scuola ha messo in ruolo 14 mila insegnanti dedicati ai disabili, posti che non riusciranno a coprire  le necessità in Lombardia, Piemonte e Veneto. E secondo le stime della Cgil «mancano 30 mila insegnanti di sostegno». C’è un’enorme discrepanza tra ciò che servirebbe ai 210 mila alunni con handicap (120 mila insegnanti di supporto) e quello che offrono le scuole (90 mila cattedre fisse).

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