La lezione di Flavia

  • Francesco Facchini

Più dell'epica sportiva potè quella frase: «I have one more thing to say”. La maestosa Flavia Pennetta ha scritto, da lì, la storia della nazione più che del suo sport. Quella cosa in più era “goodbye to tennis”, un sereno “così è perfetto”. Più che una campionessa, Flavia è la donna del fato che davanti a tutto il suo Paese fa uno smash a qualsiasi cliché e dice “mi ritiro”. Proprio dopo il giorno dei giorni. Da film.

In poche ore su quelle parole choccanti più per anormalità sportiva che per contenuto, si è visto e sentito di tutto. Eppure nessuno ha notato l'onda d'urto di quelle parole che insegnano all'Italietta una cosa che l'Italietta non sa o non vuol sapere.

Ripetiamo: “Goodbye to tennis, mi ritiro. Sono al top. Così è perfetto. Niente mi farà cambiare idea”. Da leggere in questo modo: chi ha visto i sogni diventare realtà, chi ha fatto il suo tempo, proprio in quel momento, nell'istante giusto, deve passare la mano, lasciare.

Altri campioni lo hanno fatto: Borg, Platini, Marciano, Spitz. Uno anche lo stesso giorno di Flavia: il pugile Mayweather, lo sportivo più pagato al mondo, un ritiro con un tweet secco “49-0” come il record di vittorie consecutive che lo mette vicino a Rocky. Eppure si fa difficoltà a trovare colleghi di Flavia che lo hanno fatto nel giorno più alto, in quello della vittoria. 

Ecco: c'è però un'Italia che guarda Flavia e che quell'onda d'urto delle sue parole del ritiro nell'istante top dovrebbe sentirle e risentirle. Già perché il nostro è il paese di chi non si dimette, di chi non lascia, di chi non si ritira. Mai. 

In ogni angolo della politica ci sono cariatidi che perdono pezzi, ma non poltrone. In ogni schermo ci son cantanti e cantantesse che san di plastica, ma restan lì a gorgheggiare, in ogni giornale collaboratori 76enni che sdottorano, in ogni ufficio dirigenti che non si schiodano.

Eccola la vittoria di Flavia, aver urlato all'Italietta “se avete dato, se avete vinto, andatevene”. 
Fate tutti una clip e quando vedete un boiardo, un burocrate, un politico, uno sportivo, un artista che non vuole togliersi dai piedi avvicinatevi e dategli un file dicendogli “Fai come Flavia, se hai dato, vai”. Così il Paese dei giovani che muoiono schiacciati dai vecchi o dai vincenti che non hanno il tempo dell'uscita avrà più speranza.

FRANCESCO FACCHINI
Direttore di alaNEWS

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