Trenord: nuova aggressione ma la security non interviene

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TRASPORTI Non solo ritardi. Con l’inizio dell’anno su Trenord tornano anche le aggressioni al personale. Una triste routine, si potrebbe pensare, ma nella violenza avvenuta mercoledì pomeriggio sul convoglio 4921, costata un pugno in pieno viso a un controllore Trenord (la società non ha smentito ma non ha voluto commentare), c’è un fattore nuovo. Durante la rissa con  due persone che avrebbero dovuto pagare un biglietto da 1,40 euro, era presente anche uno dei nuovi agenti della  security. Il quale però non è intervenuto, tanto che i due hanno abbandonato il treno a Rovato indisturbati.

Ma si sbaglierebbe a credere che l’agente – uno dei 200 voluti dall’Ad Farisè per l’operazione “Security Team” dopo l’aggressione col machete - non abbia ottemperato ai propri doveri. «Il nostro personale è tenuto a mediare con i passeggeri e non a sostituirsi alle forze dell’ordine», spiega Stefano Busso della GF Security, società che fornisce il personale a Trenord, «Siamo dei segnalatori che, in caso di aggressione, hanno il compito di raccogliere le testimonianze e di fornirle alla Polfer». Quindi, gli agenti, costati 10 milioni e che come sottolinea la stessa Trenord, non sono “né guardie giurate, né vigilantes armati”, voluti per aumentate la sicurezza, in caso di aggressione non sono tenuti a intervenire.

M5S ALL'ATTACCO

«Apprendo ora questa notizia, ma non sono stupita. Sospettavo già da giugno scorso che la storia dei “vigilantes”  fosse una bufala e proprio per questo avevo depositato un’interrogazione per chiedere all’Assessore Sorte quali fossero le reali qualifiche e funzioni di questi “vigilantes”, non ho mai ricevuto risposta», dice la consigliera regionale Nani (M5s), «Se è così, sarebbe gravissimo, poiché la Regione avrebbe letteralmente buttato nel cesso 10 milioni di euro per far assumere 230 poveri cristi e piazzarli sui treni, millantando sicurezza. È vergognoso che Sorte e Trenord non siano riusciti a partorire un piano strutturato per garantire la sicurezza sui treni, e ancor più vergognoso, da parte del Governo della Lombardia, strumentalizzare il tema della sicurezza per farne una campagna di mera propaganda di partito, utilizzando soldi pubblici. Il cittadino non farà fatica a domandarsi se quei 10 milioni non potevano essere meglio spesi. Noi ne siamo convinti», ha concluso. ANDREA SPARACIARI

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Intanto però non arrivano le guardie giurate promesse da Maroni e i treni restano senza protezione. Se ne parlerà a fine mese. Forse