Roma fa notizia per il suo degrado

  • GIAMPAOLO ROIDI

Il sindaco è onesto, ma lo è abbastanza per fermare il declino della città eterna? si chiedeva ieri il New York Times, mettendo in prima pagina dell’edizione internazionale una bella foto di immondizia a Trastevere. La notizia – per i romani non lo è più da molto tempo – è il degrado di Roma, città eternamente in bilico tra un destino di museo del mondo più o meno organizzato e la vocazione di moderna capitale europea capace di coniugare storia e innovazione col piglio di una dinamica smart city.

Oggi, la capitale del Paese non è né l’una né l’altra cosa, e a fare notizia sono le inchieste sulla malavita e quelle sulle strade sporche. O il disastro dei trasporti pubblici, paralizzati da settimane da una vertenza tra sindacati e amministrazione sulla produttività dei dipendenti, che sta lasciando a piedi tanti romani e sul terreno anche feriti, nel vero senso della parola. Corse saltate nelle ore di punta, bus fermi o in manutenzione come mai in passato, file epocali per salire sui vagoni della Linea A (ieri un treno della B ha viaggiato con le porte aperte). E qualcuno ha perso la testa, aggredendo controllori e autisti, complice certo il grande caldo.

Da mesi Roma annaspa nel malumore e al sindaco Marino molti, persino nel suo partito, hanno chiesto di farsi da parte, per evitare che il populismo di nuove e vecchie opposizioni semini consenso in profondità (per il Campidoglio si vota nel 2018). Ma lui non molla, fiero di non essere stato sfiorato dalle inchieste della procura e forte di riforme – proprio in tema di mobilità, il nuovo piano del traffico è farina del suo sacco – forse impopolari ma che negli anni, questa la convinzione, si dimostreranno efficaci. La sua è una sfida alle lobby, certo, ai poteri più o meno forti, al malcostume dei tanti romani a cui non piace timbrare il cartellino o il biglietto sul bus.

Eppure Marino è quasi a metà mandato e oggi più che mai ha il dovere di controllare bene quanta benzina è rimasta nel suo motore. In termini di consenso nella maggioranza, di credibilità e convinzione degli assessori, di sua personale capacità di seduzione tra i dipendenti del Comune. La fiducia dei cittadini, almeno di quelli che girano sui mezzi pubblici, è al minimo storico. E senza un segnale tangibile di capacità risolutiva dei problemi, diciamo così, il capolinea arriverà in un attimo e stavolta tutti, ma proprio tutti, gli chiederanno di scendere.

GIAMPAOLO ROIDI
giornalista, direttore di Metro

Articoli Correlati
GIAMPAOLO ROIDI

Grazie Metro, sei davveroun giornale gigantesco

Il direttore lascia dopo 12 anni la guida del quotidiano
GIAMPAOLO ROIDI

La Buona Scuola pregi e difetti

Il direttore di Metro Giampaolo Roidi risponde a un lettore
GIAMPAOLO ROIDI

Calciatori cattivi maestriTutta colpa della Tv

Gli insulti durante le partite ci sono sempre stati. La differenza la fa la tv. I casi di Sarri e de Rossi