Se la password si farà con un selfie

  • Alessia Chinellato

IIl problema delle password diventa sempre più pressante. Molte volte ce le appuntiamo sul telefonino, sotto il nome del cane, del gatto o come data di nascita. Rischiamo di perdere tutto in un baleno, se dovessimo privarci del cellulare. E siamo molto vulnerabili, perché risalire alla chiave d’accesso -  conoscendoci - è un gioco da ragazzi. 

Neanche le società addette alla protezione dall’hackeraggio riescono a tutelare se stesse, se è vero che qualche giorno fa moltissimi dati sensibili sono stati rubati e messi in rete. Adesso l’ultima invenzione di alcuni istituti di credito è sostituire la password con una pic. Una App sarà in grado di eseguire il riconoscimento facciale dell’utente, associandolo al titolare del conto corrente e permettendo così il pagamento in questo modo alternativo. Alla base di tutto sta un algoritmo difficilissimo da decriptare e che potrebbe avere un gran successo in Italia, dove la moda del selfie spopola. Unico dubbio: che ne sarà del nostro conto se ci logghiamo con una foto ritoccata? O con una di quando eravamo più giovani? Sembra avverarsi una scena del film Gattaca, dove l’identificazione avveniva attraverso le impronte digitali. Peccato che un intruso fosse riuscito a imbambolare perfino questo sistema. L’applicazione è ancora utilizzata in via sperimentale su un numero ristretto di clienti. Un malicidio capace di stoppare gli hacker o l’ennesima fatica di Sisifo?

ALESSIA CHINELLATO, giornalista

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