Procreazione assistita il 72% degli italiani ne sa poco

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SALUTE. Fertilità e procreazione medicalmente assistita. Temi delicati e dibattuti di cui si parla tanto a livello legislativo ma di cui si sa poco e spesso in maniera confusa. Da un’indagine Swg appena presentata a Milano, infatti, emerge che anche se per la maggioranza degli italiani (l'84%) rappresentino un grande progresso per la coppia infertile, una grande fetta, il 72%, si dichiara poco o per nulla informato e dichiara di non conoscere in maniera precisa e completa le tecniche disponibili.

Per cercare le migliori soluzioni possibili, il 40% andrebbe all’estero, il 2% lo ha già fatto ma c'è anche chi (il 26)  preferirebbe rivolgersi a strutture presenti nel nostro Paese. Ora se ne aggiunge un'altra la Clinica Eugin a Modena finora solo presente a Barcellona dove sono state trattate oltre 7 mila donne italiane. «In Italia nel 2013 sono nati 514.308 bambini, di questi ben 12.187 sono venuti alla luce grazie alla Procreazione Medicalmente Assistita (2,4%)- racconta il Dottor Rubens Fadini, Responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi -. Proprio il Ministero della Salute ha presentato a maggio il Piano Nazionale per la Fertilità e, di recente, il Ministro Beatrice Lorenzin ha firmato le nuove linee guida sulla PMA, dando seguito a quello che, ormai da più di 10 anni, è stato il percorso di modifica della Legge 40/2004,  unica normativa di riferimento in materia».

Ma non mancano dubbi e interrogativi. La metà del campione, infatti, ritiene che sia una decisione difficile da assumere, soprattutto rispetto alla famiglia e alla società, percentuale che sale al 56% al sud. E teme che queste tecniche potrebbero portare a una selezione degli embrioni contraria all’etica. Ma in generale l'atteggiamento culturale nei confronti di questa possibilità realizzabile sta lentamente cambiando: il 68% del campione intervistato, si dichiara favorevole, in generale, alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, percentuale che si alza arrivando a toccare l'80 % fra i più giovani. 
LUISA MOSELLO

 

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