Treni regionali Pure Expo ha fallito

  • Maurizio Guandalini

Sono stato un grande ingenuo. Lo ammetto.  Pensavo che un evento internazionale come Expo mettesse a posto un po’ di malanni “infrastrutturali” del nostro Paese. D’altronde, in ogni parte del mondo, funziona così: basta andare a Valencia, a Barcellona, giusto per rimanere in Expo-Spagna. Mi ero sbagliato. Da noi l’Expo funziona al contrario. Expo è la causa dei mali. Di sempre. Il capro espiatorio. Prendete i treni regionali lombardi. Con questa calura inverosimile continuano a viaggiare, spesso, con il condizionatore che va per suo conto. Ero su un Vivalto, inserito nella categoria, patetica, dei treni nuovi, partito da Mantova per Milano e, verso la stazione di Codogno, l’aria condizionata cede. E’ debole. Con Expo, tra me e me, mi sono detto, vedrai che i treni saranno tirati a lucido. Finalmente finirà la canicola dei pendolari. Quando mai. Appunto funziona al contrario. E’ colpa di Expo se i treni stantuffano bollori. Le corse sono aumentate, i treni a disposizione sono di meno, quindi non c’è tempo di fare la manutenzione meticolosa alle condutture dell’aria. Quindi pancia a terra e camicie inzuppate. Di fronte alla promesse politiche fantasmagoriche, legittime, di taglio delle tasse vedo la distanza tra istituzioni e quotidianità. Il cittadino, una buona volta, vorrebbe vedere i servizi funzionare. Sai che salto di civiltà. Altroché togliere una tassa.

Ognuno di noi è disposto a spendere ma chiede un servizio con i fiocchi. E i treni regionali sono la foto della trascuratezza violenta che si trascina da decenni. Il neo ministro ai trasporti Del Rio ha detto «sui treni non c’è bisogno di viaggiare a 250 km/h, si può andare più lenti ammirando il paesaggio». Che dire? Se questo è l’approccio! Invece di dirci quando arriveranno i miliardi per rivoluzionare il trasporto regionale e locale si preferisce la boutade eco-naturalistica. A proposito di miliardi attesi: sono sempre stato scettico di fronte all’annuncio dell’allora Ministro ai Trasporti Lupi che il trasporto pendolare (regionale) sarebbe cambiato da così a così. E infatti siamo al punto di partenza con treni che in molte tratte sono da voltastomaco. Ma si scruta in questa considerazione la rassegnazione, o peggio, che tanto il sistema è questo qui, annunci e rinunce e poi zac un aumento del biglietto che manderemo giù senza nulla dire. E’ qui che il sistema s’impicca, che ci dice che molto non funziona più e non c’è cenno che la turbina riparta. Se nemmeno per le grandi occasioni, Expo, qualche cambio di verso si annuncia, vuol dire proprio che dobbiamo aggrapparci ai santi.

MAURIZIO GUANDALINI

Giornalista ed economista

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