Contro tutti gli Isis serve più impegno a conoscere il mondo

  • Osvaldo Baldacci

Isis o no? Contro gli italiani o no? Domande che ci siamo posti quando abbiamo saputo del rapimento di quattro connazionali in Libia. Domande sbagliate. “Arriveremo a Roma”, dice spesso lo Stato Islamico nella sua propaganda. E lì noi a valutare se è possibile o meno questa marcia su Roma dei fanatici mediorientali. Ma il punto è che oggi - almeno per un po’ - non vedremo eserciti dichiarare guerra all’Italia. Non dobbiamo immaginare la questione posta in termini di conquista o meno di Roma. Roma è ovunque. Oggi colpire Roma vuol dire colpire in Libia, Siria, Tunisia, Egitto o a Parigi. I nostri interessi come nazione e come italiani sono ovunque, sono globali. E per questo c’è da pagare un prezzo. Ma guai se non lo fossero. Chiunque può cadere vittima del terrorismo ovunque, anche i Paesi che hanno poca presenza nel mondo. Per cui è doveroso per un Paese come l’Italia essere pronto ad affrontare i rischi per difendere i propri interessi e per contribuire a risolvere le crisi internazionali. Guai a ritirarsi in un cantuccio, sarebbe darla vinta al terrorismo e abdicare a ogni pretesa di contare. 
Ma il punto è proprio la consapevolezza. Un Paese come l’Italia non può continuare a ignorare quel che succede nel mondo, cioè in casa nostra. Tendiamo a svegliarci all’improvviso, a singhiozzo, facendoci ogni volta sorprendere dal singolo fatto di cronaca, presto di nuovo dimenticato. Questo ci lascia in balia degli eventi, ci fa sfuggire il quadro generale, ci rende meno consapevoli nelle decisioni che dobbiamo prendere, sia come privati che come nazione. In un Paese democratico e importante non si può lasciare la conoscenza dei fatti del mondo a pochi esperti, anche il popolo deve essere consapevole, deve essere in grado di fare scelte di fondo, non guidate dall’emozione e dalla manipolazione del momento. Dobbiamo imparare a conoscere di più il mondo, a interessarci delle notizie estere, perché l’estero non esiste più. Nel mondo globale tutto è casa nostra: dalle fonti di energia ai luoghi del turismo, da chi arriva nel nostro Paese a chi sviluppa innovazione e tecnologia, ovunque sia. E ovunque c’è un patrimonio dell’umanità da difendere contro fanatici violenti che ci possono colpire ovunque. Ogni monumento che viene sbriciolato ci rende tutti più poveri, ogni diritto che viene oppresso toglie un po’ di libertà a tutti noi. Con questa consapevolezza, con un ritorno alla cultura, con questo sguardo aperto sul mondo, potremo fermare la barbarie. Altrimenti saremo noi ad esserci arresi. 

OSVALDO BALDACCI

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