Addio a Fiorucci lo stilista che amava il pop

  • ELIO FIORUCCI

MODA Ce li ricordiamo tutti gli angioletti adagiati su nuvolette vaporose, i fiori dalle sfumature pastello e poi i nanetti coloratissimi. Icone di un'immaginazione gentile e anticonformista anche in un'epoca, gli anni  Settanta, animata da un immaginario ben più cupo. Lo stilista Elio Fiorucci, morto ieri a 80 anni nella sua casa di Milano per un malore, portò il colore e un tocco leggero nel guardaroba degli italiani. Nato a Milano nel 1935, Fiorucci iniziò ad occuparsi di moda nel piccolo negozio di pantofole del padre ma la svolta avvenne quando andò a rimescolare la sua verve creativa nella swinging London degli anni Sessanta. Capace di mettere assieme le t-shirt con gli angioletti, i primi jeans stretch e le collaborazioni con artisti del calibro di Andy Warhol e Keith Haring, Fiorucci fissò il centro plastico della sua attività nel negozio aperto nel 1967 in Galleria Passarella vicino a san Babila, a MIlano, fino alla chiusura nel 2003, vissuta come una ferita per la città.
A New York, nel 1976 aprì uno store sulla 59esima strada che si impose tra i centri creativi della città, tanto che Andy Warhol lo scelse come vetrina per il suo giornale Interview. Nel 1983, una giovanissima Madonna fece da testimonial dei suoi primi 15 anni di attività. Il 2003 fu l'anno della rinascita con Love therapy, il progetto fatto di piccoli pezzi d'abbigliamento marchiati dai nanetti all'insegna del divertimento e dell'allegria.
Animalista convinto e militante, lo stilista milanese conquistò l'Ambrogino d'oro nel 2006 ed era stato nominato tra gli ambassador di Expo nell'architettura e nel design. Molti i messaggi di cordoglio, tra i quali quello del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e quello affranto di Oliviero Toscani. P.R.