Renzi sulle tasse parte dal fondo

  • Maurizio Guandalini

Stavolta voglio fare il “sì ma però era meglio...”. Di fronte alla rivoluzione copernicana del fisco proposta da Renzi, da oggi al 2018, non ho fatto salti di gioia. Mi sono chiesto se non c'era altro da fare prima di togliere la tassa sulla prima casa. Capisco che fa colpo, perché è la tassa più odiata dagli italiani, ma allora era meglio fare una scelta più mirata e togliere il canone della tv. O il bollo auto. C'era più senso metodologico. Togliere la tassa sulla casa e fare la riforma del fisco robusta nel 2018 è come partire dalla fine senza sapere cosa c'è all'inizio. Prima fai la riforma del fisco e poi come conseguenza togli l'Imu, se è proprio necessario toglierla. Io la riforma del fisco la vedo in questo modo: l'evasione e il nero calano poco. Rimangono alti perché (tolta la corruzione) il fisco è caotico. Burocratico (Equitalia e Agenzia delle Entrate fanno a gara per combinare errori). Zeppo di scadenze. Troppi obblighi lasciati nelle mani del contribuente. Tu Stato metti ordine al tuo interno. Non dico fai una fisco amico, ma semplifica così: tu cittadino prendi tot e paghi tot di imposte e tasse. Pace e amen. Ma una volta all'anno. Non che ogni mese uno deve stare con l'ansia per i conteggi del commercialista, per il modulo difficilissimo da compilare, per mille complicazioni. Il fisco oggi è così. Su questa riorganizzazione rimoduli le fasce di tassazione. Le aliquote. 

Ma prima c'è da mettere ordine in categorie come le partite Iva, oltre 5 milioni di italiani che sono  una giungla dell'arte varia e naif. Una bomba inesplosa se si aggiungono i punti di domanda sulle pensioni (future). Perché non è che il fisco sia avulso, una storia a sé rispetto l'Inps.  C'è una sterminata platea di persone che sta pagando con denaro fresco le pensioni di gente a riposo e non le proprie. Milioni di persone pur pagando lauti contributi sa che andrà in pensione con una miseria. Vogliamo risolvere una volta per tutte questo capitolo dando, da un lato, riconoscenza a chi tiene in piedi la baracca dell'Inps e che vorrebbe, dall'altro lato, sentirsi dire  una parola gratificante rispetto al domani? Per lo meno coloro che continuano pagare lo vorrebbero fare con slancio e determinazione perché sanno che li attende un traguardo dignitoso. Così non è. Nell'idea del fisco che vorrei è cosa buona e giusta sistemare queste cosette che non sono neutrali e nemmeno fanno pendant. Poi Renzi può togliere tutte le imposte che vuole, ma almeno saprebbe se quella sulla casa deve essere proprio la prima dell'elenco.

Maurizio Guandalini

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