Troppi dolci sulle tavole e la dieta degli italiani va ko

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BENESSERE. Estate tempo di dieta. O quasi. Perché é sì importante la prova costume. Perché fa molto caldo e bisogna stare leggeri e non esagerare con pranzi luculliani e così via. Sono tanti i motivi per tenere d'occhio la bilancia. Ma non bastano. A rinunciare alla tentazione per eccellenza: quella dei dolci. Anche nella bella stagione, anche sotto il solleone a 40 gradi a una fetta di torta, un bignè, una cassata non si resiste. Perché alla gola non c'è limite ed è proprio per questo che molte diete finiscono col fallire, addolcite qua e là con qualche  trasgressione in pasticceria. Lo confermano i primi dati della Campagna Curare la Salute 2015 presentati al Pianeta Nutrizione e Integrazione nell'ambito di Expo. Viene fuori un'Italia Paese di golosi dove sono le donne ad avere lo scettro anzi il vassoio della dolcezza a tavola rispetto agli uomini. Dei circa 3 mila italiani che hanno effettuato il test della Piramide Alimentare sul sito www.curarelasalute.com emerge che una buona metà ammette di essere "vittima" di  paste e pasticcini in eccesso, più dell'80% afferma di non assumere le 4 porzioni giornaliere raccomandate di cereali, oltre il 70% di non mangiare a sufficienza frutta e verdura e oltre il 60% di non consumare pesce.

Come dire siamo nella patria della Dieta Mediterranea e siamo assolutamente convinti di mangiare bene. Ma nei fatti, spesso non è così. Come afferma Michele Carruba del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università di Milano, firmatario della Nuova Piramide Alimentare Inram, che punta a informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prendersi attivamente cura di sé, partendo dall’alimentazione e da uno stile di vita sano.

“Alla luce di questi risultati- sottolinea- è fondamentale ricordare che l’organismo ha bisogno di tutti i tipi di nutrienti per funzionare correttamente. Frutta e verdura a tavola ogni giorno sono, in particolare, fondamentali perché sono in assoluto i cibi più ricchi di vitamine e minerali, i cosiddetti “nutrienti essenziali”, che l’organismo non è in grado di produrre autonomamente". LUISA MOSELLO

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