Dopo due anni si ferma l’aumento della povertà

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ROMA Si ferma dopo due anni la crescita dell’incidenza della povertà assoluta in Italia. A certificarlo è l’Istat, secondo il quale tuttavia ci sono ancora ben 4 milioni e 102 mila italiani (il 6,8% dell’intera popolazione) costretti in condizione di «incapacità di acquisire i beni e i servizi necessari a raggiungere uno standard di vita minimo accettabile». Sono un milione e 470 mila famiglie (5,7% del totale). Un milione e 866 mila risiedono nel Mezzogiorno (incidenza del 9%), 2 milioni e 44 mila sono donne (6,6%), un milione 45 mila minori (10%), 857 mila tra 18 e 34 anni (8,1%) e 590 mila anziani.

Alcuni miglioramenti

Segnali di miglioramento si osservano tra le famiglie con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni (dal 7,4% al 6%), tra le coppie con due figli (dall’8,6% al 5,9%, che si lega a quello delle famiglie di 4 componenti, dall’8,6% al 6,7%) e tra le famiglie con a capo una persona in cerca di occupazione (dal 23,7% al 16,2%) che, rispetto al 2013, più spesso vivono in famiglie con al proprio interno occupati o ritirati dal lavoro. L’incidenza di povertà assoluta è in lieve calo nei piccoli Comuni (dal 7,2% al 5,9%), soprattutto al Sud (dal 12,1% al 9,2%), e tra le famiglie di soli italiani (dal 5,1% al 4,3%).

La povertà relativa

Più ampi i numeri della povertà relativa (consumi inferiori alla media pro-capite nazionale). Nel 2014, sono 2 milioni e 654 mila le famiglie italiane in tale condizione (il 10,3% di quelle residenti), per un totale di 7 milioni 815 mila individui (il 12,9% della popolazione), di cui 3 milioni e 879 mila sono donne (incidenza del 12,5%), un milione e 986 minori (19%) e un milione e 281 mila anziani (9,8%). Anche la povertà relativa è stabile rispetto al 2013 (era al 10,4%).

Renzi: una buona notizia

«È una buona notizia, ma c’è ancora molto da fare». Così il premier Matteo Renzi, che ha aggiunto; «Non sarò mai soddisfatto dei dati economici finchè non torneremo ad avere veramente dei grandi dati di crescita». Sindacati e associazioni dei consumatori chiedono che il governo attui un vero piano di azione contro la povertà.

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