Lavoratori online il 67% è connesso anche fuori ufficio

  • LA RICERCA

LAVORO. Se la tecnologia permette di essere connessi ovunque e in qualsiasi momento, inevitabilmente oggi il lavoro entra sempre più insistentemente nella vita privata. Così, il 67% dei lavoratori italiani (contro il 57% della media Ue e  l'89% diquelli Cinesi) deve essere reperibile per il datore di lavoro anche al di fuori dell’orario d’ufficio. E al 55% è richiesta reperibilità tramite telefono e email durante le ferie. Ma 6 dipendenti su 10, in particolare i più giovani, non sono dispiaciuti di questa situazione. Sono alcuni dei risultati del Randstad Workmonitor, l’indagine sul mondo del lavoro realizzata in 34 Paesi dedicata al tema “Orario di lavoro e tempo libero: i confini si dissolvono”. La popolazione di riferimento dello studio è costituita dalle persone con età compresa tra i 18 e i 67 anni che lavorano per almeno 24 ore alla settimana. In realtà, emerge un’ambivalenza tra la reale possibilità di scelta e  l'obbligo di lavorare nel tempo libero, mentre il superamento dei  vincoli tradizionali è sancito dal 78% degli italiani che preferirebbe poter scegliere tra le ferie e un corrispettivo in denaro. Contemporaneamente, le questioni private entrano anche nell’orario di lavoro. Al 55% dei lavoratori è permesso portare i propri device personali e di usarli per scopo lavorativo. E il 57% dei lavoratori italiani affronta anche questioni personali durante l’orario di lavoro. Da sottolineare che la reperibilità fuori orario in Italia appare in forte crescita rispetto a tre anni fa.  «La ricerca mostra come si stiano dissolvendo confini socialmente condivisi del mondo del lavoro, rendendo spesso indistinguibile tempo e luogo di lavoro da quelli della vita privata», afferma Marco Ceresa, ad di Randstad Italia. «Una trasformazione radicale che che deve essere governata attraverso un’adeguata organizzazione del lavoro per evitarne effetti patologici sulla salute».
METRO

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