Grecia, perché così tanta ideologia?

  • Maurizio Guandalini

Dopo l'accordo trovato tra Unione europea e Grecia non ho fatto i salti di gioia, ma ero soddisfatto, per noi, italiani, e per gli ellenici che avevano trovato una via d’uscita. Il giorno dopo leggo commenti, sento analisi, di politici, editorialisti, e scopro che quello che è avvenuto, l'accordo, è negativo su tutta la linea quasi che, l'accordo, sarebbe stato meglio non trovarlo. È montata una corrente di pensiero partigiana di tifosi della Grecia che non doveva cedere, traditori del referendum e dell'Europa cattiva che vìola la sovranità. Non sazi è anche stata costruita la tangente dei menagrami: come ce la farà la Grecia a realizzare in 48 ore ciò che non ha fatto in  10, 15 anni? Osservate bene: in questi arruffati e pessimisti scenari non c'è uno straccio di  proposta alternativa. A meno che l'alternativa fosse uscire dall'Europa e dall'euro. Vero: i governi greci, dal 2008  ad oggi, hanno realizzato solo il 40% delle riforme suggerite da Fondo Monetario, Banca centrale e Commissione. L'alternativa è non fare le riforme? Può permetterselo uno Stato come la Grecia già in mora dalla sua entrata nell'euro?  
 
Quando si fa un accordo dove per la terza volta si danno soldi,  oltre 100 miliardi di euro, è evidente che vi devono essere garanzie. Noi quando chiediamo un prestito in banca dobbiamo dare beni e, se siamo insolventi, e abbiamo combinato fatti e fattacci, non proprio degni di nota, la banca, giustamente, tentenna nel concederci credito. Questa la trama che c'era in ballo a Bruxelles. E la procedura non fa una grinza. Non capisco perché noi italiani dobbiamo caricare questa vicenda di strascichi ideologici: con l'ideologia non si mangia. Domenica si sono confrontati, e affermati, dei metodi di governo, e dello stare insieme, che per la maggioranza degli aderenti all'Unione sono dati per acquisiti. Vanno bene. Il fronte di paesi duro nei confronti della Grecia era ampio, non solo la Germania, quindi: sono rimasti fuori i negoziatori Francia, Italia e Cipro. E' questa l'Europa sognata? Ci va bene una Europa così? Mi permetto di dire di no ma non perché in alternativa vorrei fare festa a colazione, pranzo e cena senza regole e champagne a fiumi. Si può e si deve cambiare, ma voltarsi indietro per andare avanti. All'itinerario seguito dalla Grecia si accosta il “complotto” del  2011 con la caduta di Berlusconi e l'arrivo di Monti e il commissariamento dell'Italia da parte della Troika. Cosa abbiamo scoperto?  Che il nostro Paese aveva bisogno come l'aria della spinta europea per fare le riforme mai fatte. Di chi era la colpa? Nostra o dell'Europa?
MAURIZIO GUANDALINI, giornalista ed economista

 

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