Ambiente, la sorpresina del silenzio assenso

  • Stefania Divertito

La sorpresina estiva doveva arrivare. Ed eccola qui confezionata nell’articolo 3 del ddl Madia in discussione e in via di approvazione in questi giorni alla Camera: un attacco vero e proprio a uno dei nostri più importanti beni comuni, il paesaggio.  E di conseguenza, al Paese intero. Al comma 3 infatti il testo introduce il silenzio assenso negli atti tra amministrazioni, esteso a ogni processo decisionale - comprese le Conferenze dei Servizi - e a tutte le diverse amministrazioni preposte alla tutela: Sovrintendenze, Enti Parco eccetera. A tutti i livelli, insomma.

Bisogna essere veloci, è il diktat del governo. Decidere, fare. Sì, ma fare cosa? Negli ultimi venti anni sono state esautorate le Sovrintendenze, gli uffici amministrativi sono sommersi di cavilli e i procedimenti autorizzativi sono tanto farraginosi che spesso si rende praticamente impossibile rispondere entro i termini stabiliti. Con la legge Madia accadrà che chi non ha fatto in tempo si troverà scavalcato da una decisione che non ha mai preso. Pensiamo alle colate di cemento, agli appalti, alle tutele del verde, alla gestione dei litorali. Giusto per fare qualche esempio. Giustamente, le associazioni ambientaliste lanciano l’allarme. Le competenze ambientali sono spesso frammentate in troppi uffici, il personale non è adeguatamente preparato a stare dietro un brogliaccio di leggi spesso contraddittorie e figlie del peggior burocratese. I problemi, invece, si devono affrontare alla radice, non nell’esito finale. Il quadro è ancora più fosco se si guarda al contesto. A settembre scorso con lo Sblocca Italia il governo ha dichiarato guerra a un certo modo di intendere la tutela del territorio: ha esautorato gli enti locali in favore di un centralismo decisionista quanto lontano dalle istanze dei cittadini. Poi con la delega sulla Pubblica Amministrazione ha smantellato il Corpo Forestale che si ritroverà annacquato in altri corpi con le armi spuntate contro gli ecoreati (secondo il rapporto Ecomafie di Legambiente sono i Forestali ad avere ogni anno il record di illeciti ambientali individuali: certo, giusto è smembrare il corpo). Adesso arriva il silenzio assenso. Con quali vantaggi? Con quali risparmi? Chi festeggerà con l’approvazione di questa legge?
STEFANIA DIVERTITO, giornalista

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