Una legge incostituzionale

  • La #buonascuola

ROMA Agli scioperi e alle manifestazioni, tipici strumenti di lotta dei lavoratori, si aggiungerà adesso l’azione giuridica che i docenti promuoveranno, con varie modalità, se il Presidente Mattarella deciderà di promulgare la legge di riforma della scuola approvata il 9 luglio anziché rinviarla alle Camere, come è nelle sue prerogative e come chiedono in molti.

La legge è stata varata in Parlamento con un vero atto d’imperio, in beffa alle proteste dei lavoratori, degli studenti, delle famiglie e alla bocciatura della stessa Commissione Affari Costituzionali del Senato. Si profila, infatti, la violazione degli artt. 3, 33, 34, 76, 97 della Costituzione, ossia di regole fondamentali che disciplinano il funzionamento della nostra democrazia e che impediscono discriminazioni, tutelano le prerogative del Parlamento, garantiscono il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. In particolare, con l’art.33, i padri costituenti intesero affermare il valore assoluto della libertà d’insegnamento, dopo il controllo oppressivo del regime fascista.

Solo un intellettuale libero può assolvere il compito pedagogico che la società gli affida. Invece il potere vuole docenti inibiti nella libera espressione culturale, asserviti alle convinzioni didattiche e metodologiche del Dirigente e del Comitato di valutazione, pronti ad accogliere come graziosa concessione l’eventuale obolo del merito.

CRISTIANA BULLITA (insegnante dei Gessetti Rotti)

 

Articoli Correlati
La #buonascuola

La “Buona Scuola” si promuove

Secondo il Miur la legge ha prodotto nuove assunzioni per gli insegnanti e un miliardo di fondi per il digitale
La #buonascuola

Se 18 ore vi sembran pocheprovateci voi

L'opinione di Alga Frattini
La #buonascuola