Un’informazione sana fa bene alla prevenzione

  • PREVENZIONE/CURE

SALUTE. Quando l’informazione (sana) fa bene. Cresce la richiesta di notizie medico-scientifiche corrette: la maggioranza dei cittadini, ben il 90%, sente l’esigenza di essere informata in maniera approfondita e verificata ma per il 40% i media (dai giornali alla tv fino alla rete) non lo fanno, per esempio quando affrontano l’argomento “tumore”. Prevenzione primaria, diagnosi precoce e stato della ricerca sono i temi su cui gli italiani vorrebbero saperne di più e soprattutto meglio in campo oncologico. È quanto emerso da un’indagine della Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia: «È compito di una moderna società scientifica anche diventare garante della buona informazione – spiega Carmine Pinto, presidente nazionale dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica –. Un medico non deve temere di essere considerato poco professionale se parla ai cittadini con un linguaggio semplice e chiaro, semplificando, perché sia compreso meglio dal pubblico. In medicina la parola “cancro” non ha più il significato di spettro e il suo volto è cambiato. Oggi si può guarire, le terapie sono rispettose della qualità di vita. Ed è responsabilità dei media, non solo dei clinici, far conoscere ai cittadini ciò che la scienza ha ormai conquistato: da molti tumori oggi si guarisce».
Messaggi di importanza letteralmente vitale che puntano al grande pubblico considerando che più del 30% degli articoli pubblicati nei principali quotidiani toccano, in qualche modo, argomenti medici e legati al benessere.
«È indispensabile che le notizie non vengano distorte suscitando speranze infondate o allarmismi pericolosi – avverte Pinto –. Talvolta scienziati serisimi, per l’ansia di comunicare i risultati positivi di una ricerca che forse darà frutti nell’arco di anni, enfatizzano le loro scoperte».

LUISA MOSELLO