Siamo liberi o pedine? La risposta 2500 anni fa

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INTERVISTA Se sei intelligentissimo puoi avere due strade: una è di mettere a frutto la tua intelligenza in modo positivo. L’altra la scopriamo leggendo il nuovo romanzo di Marcos Chichot, “Il teorema delle menti” (Salani p. 380. Euro 18,60) ambientato nella Spagna  del XXI secolo dove Irina, Daniel ed Elena lavorano su progetti all’avanguardia che esplorano potenzialità e limiti del cervello umano e delle intelligenze artificiali. Si incontrano tramite Mensa – la maggiore organizzazione di superdotati del mondo – per accorgersi che anche loro sono vittime di una mente potente e spietata che ha ordito una guerra iniziata 2500 anni fa.

Come le è venuta in mente questa idea di partire dal Mensa?
La cosa che mi interessava di più era esplorare il cervello, la mente. Mi chiedevo se fosse possibile aumentare le capacità cerebrali ma anche manipolare le persone e fino a che estremi si può arrivare. Sono quindi partito dal Mensa, di cui io stesso sono membro.

Lei come ha fatto a scoprire di essere così intelligente?
Sin da bambino vedi che assorbi e capisci le cose in un modo diverso e mi è venuto voglia di capire. Ho fatto delle prove e sono entrato al Mensa.

Ha ambientato una gran parte del romanzo nel passato. Il male è sempre lo stesso?
Sì, è presente in tutto il corso della storia. I protagonisti capiscono a un certo punto di essere delle pedine e pian piano se ne renderà conto anche il lettore accorgendosi che alla fine ci si muove verso lo stesso nemico anche se le epoche sono diverse.

Lei ha capito qual è il punto su cui questi personaggi molto carismatici fanno leva per manipolare gli altri?
La manipolazione è un tema che pervade anche l’oggi: nella politica, la pubblicità, nelle istruzioni date ai terroristi suicidi. Certo, è basata molto sul carisma ma anche su tecniche che spiego nel romanzo. Alla fine quando questa capacità diventa sempre più sofisticata è importante esserne consapevoli: dobbiamo sempre ricordarci che noi siamo ciò che siamo e nessuno ci può dire come dobbiamo essere.
ANTONELLA FIORI @aflowerinlife

 

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