La scuola sarà il Vietnam di Renzi

  • TONY SACCUCCI

Alla fine lo votano oggi il ddl della vergogna. Intendo la riforma della Scuola. Una riforma che appare sempre più frutto di un’improvvisazione emergenziale dovuta alle circostanze, alle esigenze politiche del Premier, malgrado il parere degli sparuti corefei neoliberisti che neanche hanno letto il maxiemendamento. Ma parlano contro gli insegnanti, così, perché si ricordano del liceo. Oppure perché i figli hanno avuto recentemente problemi a scuola. Da due giorni i docenti presidiano Montecitorio. Singoli maestri, professori, precari, associazioni, sindacati. Sventolano bandiere di partito. Pure quelle. Interventi dal palchetto improvvisato, di insegnanti comuni, di persone comuni, finanche persone disperate. Poi i discorsi strutturati dei sindacalisti. Poi piccoli comizi di politici in cerca di visibilità. Altri che contestano i politici contestatori con il megafono, battibeccano. La piazza è questo: con-fusione. Ma questo non è il momento di dividersi. È il momento della compattezza. Poi si dovranno fare i distinguo nel guazzabuglio dell’opposizione.
Per adesso l’importante è raggiungere l’obiettivo: abbattere la riforma della scuola. I 5 Stelle ieri hanno deciso di consegnare a Mattarella la richiesta di non firmare la legge.

Ma i Gessetti Rotti è dal lontano 22 aprile che hanno consegnato al Presidente una petizione che ha raccolto quasi 90 mila firme proprio sulla possibile incostituzionalità della riforma. Tutti cavalcano la rivolta del mondo della scuola. Civati ha annunciato che inizierà a raccogliere le firme per il referendum. Tutto va bene. Perché, ripeto, non è questo il momento della divisione.
Adesso bisogna andare dritti verso un fronte comune. A settembre, inventando nuove e efficaci forme di resistenza. Come hanno fatto i francesi, per esempio: la riforma della scuola votata fu abbattuta dagli insegnanti che, per giorni e giorni, lasciarono chiuse tutte le scuole del Paese. Gli insegnanti, noi insegnanti, dovremmo fare lo stesso. La scuola sarà il Vietnam di Matteo Renzi, perché lui e il suo entourage hanno perso il contatto con la realtà. E la realtà è che nessuno ha intenzione di accettare questa riforma che non riforma.

 

TONY SACCUCCI
Insegnante e scrittore

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