Grecia ottimista Merkel realista

  • Giampiero Gramaglia

Alexis Tsipras si presenta al Parlamento europeo dopo avere vinto il referendum in Grecia e avere ottenuto una proroga di cinque giorni dal Vertice dell’EuroZona: o l’accordo entro il 12, domenica, o Atene fa bancarotta.  Nell’aula di Strasburgo, non sono tutte rose e fiori. Anzi, di rose e di fiori, il leader di Syriza, sinistra radicale, ne raccoglie relativamente pochi, fatti salvi gli applausi di euro-critici ed euro-scettici. Nessuna forza politica tradizionale, popolari e socialisti, conservatori e liberali, condivide la scelta della Grecia: pretendere che gli altri le tolgano le castagne dal fuoco – leggasi, le abbonino parte del debito – in cambio di promesse che non sono neppure impegni precisi.
Quelle promesse che Tsipras snocciola ai deputati, come aveva fatto martedì 7 ai leader dei Paesi dell’euro: daremo piani concreti in due/tre giorni. In realtà, l’Unione glieli chiede da cinque mesi, ma non ne ha mai avuti. C’è da sperare che il cambio della guardia al ministero delle Finanze tra il mediatico ma fumoso Varoufakis e il più concreto e metodico Tsakalokos dia i suoi frutti.
Per il resto, il discorso del premier è una litania di accuse e di scuse magari non assurde, ma che nulla portano di nuovo: la crisi greca è colpa dei governi passati – vero – e i soldi dei salvataggi sono andati alle banche e non al popolo – vero, ma i debiti erano dei greci ed è stato così pure per Irlanda, Portogallo, Spagna, che se la sono cavata meglio -; e, ancora, “noi siamo stati usati come cavie” – ma a di che? -? Ai partner, Atene chiede un sostegno dal cosiddetto Fondo salva-Stati; e i leader dei Paesi dell’euro s’aspettano, per prendere in esame la richiesta, un pacchetto di riforme: la solfa di prima del referendum, ma –ammette il premier Renzi -, in un clima peggiore.
Le proposte greche devono arrivare entro venerdì mattina. Un Consiglio europeo a 28, non a 19, è stato convocato per domenica prossima. «Siamo pronti a tutto – avverte l’Unione Europea -, abbiamo uno scenario sul Grexit».
Tsipras prefigura, invece, un’intesa “socialmente equa e sostenibile” per la Grecia e per l’eurozona ed è incrollabilmente ottimista. La cancelliera Angela Merkel, invece, non è “esageratamente ottimista” e vede una “situazione pericolosa”.

La Banca centrale europea (Bce) garantirà liquidità di emergenza alle banche greche fino a domenica prossima. Dopo, senza intesa smetterà di farlo: nessuno vuole che ciò accada, ma il rischio non è mai stato così alto.

 

GIAMPIERO GRAMAGLIA
Giornalista

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