I prof: a settembre blocco delle scuole

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ROMA Slogan, cori, fischietti e striscioni. In piazza Montecitorio, davanti all’ingresso principale della Camera dei deputati, è andata in scena   la nuova protesta dei sindacati contro la riforma della Scuola, approdata in Aula per l’inizio della discussione generale. Insieme ai sindacati sono scesi in piazza tanti professori, che sono pronti a bissare le contestazioni anche mercoledì e giovedì. «Se la riforma passa bloccheremo la scuola a settembre», gridano molti dei professori presenti in piazza. Tra le varie sigle presenti: Cgil, Cisl e Uil Scuola, Gilda, Cobas e Snals.

Il bluff delle assunzioni

A dare supporto ai manifestanti anche una delegazione di Sel ed esponenti del Movimento 5 Stelle. «Il tanto sbandierato piano di assunzioni previsto dalla riforma è un bluff - ha detto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda - e l’applicazione di questa riforma incontrerà enormi difficoltà. La nostra mobilitazione continuerà anche durante l’estate e a settembre ogni istituto diventerà la Stalingrado della “Buona scuola”».

No ad un disegno regressivo

«La piazza di oggi ci dice parole chiare - ha commentato il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto - la riforma non va bene perchè penalizza la libertà d’insegnamento, introduce una disparità fra scuole pubbliche e private, mette i precari contro altri precari. Questo disegno regressivo non deve passare». Contestazioni per Stefano Fassina durante il suo intervento. Mentre il deputato da poco fuoriuscito dal Pd stava parlando, dalla piazza si sono levati fischi e alcuni hanno gridato «troppo tardi». Manifestazioni si sono tenute anche in altre città, con sit-in e flash mob a Palermo e a Cagliari. Tra le richieste avanzate dai professori anche l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a non “firmare” la legge di riforma della Scuola in considerazione dei tanti dubbi di legittimità che sono stati espressi anche da importanti costituzionalisti nelle scorse settimane.

METRO

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