Scuola, ultimo atto E i docenti restano in piazza

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RIFORMA. Domani ci sarà l’ultimo passaggio della contestatissima riforma della Scuola. Una riforma che avrebbe dovuto essere condivisa e che invece è passata con grandissime difficoltà a suon di fiducia al Senato, dove in commissione Istruzione il governo era anche andato sotto. Domani l’ultimo atto prima di passare la palla al Presidente della Repubblica. L’esito è scontato. Si sa, alla Camera il maxiemendamento andrà liscio come l’olio. Tutti lo sanno. Anche i docenti lo sanno. Eppure domani, 7 luglio 2015, ufficialmente dalle 17 ma sicuramente da molto prima, i docenti italiani saranno in Piazza Montecitorio. Qualcuno potrebbe dire a manifestare. Ma si tratta di qualcosa di più sottile e di più potente. Non è una semplice manifestazione, un semplice segnale di dissenso. È molto di più: voi votate la vostra riforma mentre noi siamo qui fuori e vi controlliamo, non vi perdiamo d’occhio. Non ci arrendiamo. Potrebbe esserci Mattarella, potrebbe esserci il referendum, potrebbero esserci gli scioperi già a partire da settembre. Domani piazza Montecitorio sarà invasa da una massa di docenti che non hanno alcuna intenzione di far passare una riforma che a parere di quasi tutti gli addetti ai lavori rovinerà per sempre quel che resta di buono della scuola italiana. Saranno lì a dire che non è finita neanche per niente. Che “loro” possono anche votarsela la riforma. Ma poi chi va in classe, o non ci va, a settembre ottobre novembre sono sempre loro: i docenti delle scuole di ogni ordine e grado. Quelli che la scuola la fanno. E che non si lasceranno violentare da una riforma che ritengono pericolosa.
TONY SACCUCCI

 

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