Moderni galoppini automi del voto

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SCUOLA. Una volta li chiamavano “galoppini”, andavano di casa in casa a procurarsi voti e in cambio promettevano il lavoro per il padre di famiglia o il figlio neodiplomato. All’epoca il partito con il maggior numero di tali procacciatori era la Democrazia Cristiana che, a elezioni fatte, manteneva perlopiù le sue promesse. Oggi i galoppini siedono direttamente in Parlamento e si avvalgono di schiere di compiacenti adepti che non devono far visita alla gente, ma solo restare abbarbicati alla poltrona in linea con i dettami del boss di turno. Decenni di olgettine e leggi scellerate, di “sissignore” ai capò o agli Stati “forti” hanno reso facile il compito: perfetti come automi, ripetere il dettato, anche se vergognoso. Qual è il premio? Favori? La poltrona fissa? Solo per loro? Così pare... roba da rimpiangere la vecchia Dc.
ALGA FRATINI, insegnante     
dei Gessetti Rotti

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