Grexit, solo un veggente può dirlo con certezza

  • Maurizio Baruffaldi

Per avere un'opinione solida sullo scontro tra Tsipras e la UE bisognerebbe essere degli economisti di lunga data, e lungimiranza. Più o meno dei veggenti. Io faccio fatica a far quadrare il bilancio familiare e solo come profano assisto alla schermaglia. Da una parte chi dice che l'Euro sia stata una cazzata, dall'altra che fuori dall'Euro sia solo il disastro. A spingere la prima sono sempre stai gli opportunisti del momento: NoEuro come slogan, esorcismo più che politica. L'altra è la posizione altera, insindacabile. Ma qualcosa non va, signori. La chiusura delle altre frontiere ai migranti sbarcati da noi ne è l'ossimoro estremo: normale chiedersi se l'Europa esista davvero. E arriva Tsipras. Un nome che i nostri naviganti smarriti di sinistra laterale hanno pure adottato alle elezioni nostrane, e che potrebbe ripetersi con l'adozione di Podemos nel Possibile civatiano. Il buon Tsipras, dicevo, paladino di tutti gli sfidanti, senza più destra e sinistra, ha costretto a considerare davvero la possibilità. L'insindancabile traballa: forse far saltare questa Europa potrebbe servire a farne un'altra. O forse è solo un gioco, prove di forza, tira e molla per racimolare consenso e spiccioli, non per forza ellenici. Chi si ostina a usare la sua testa ci capisce poco, e assiste un po' perso. Gli altri tifano. Che la Magna Grecia sia a pezzi per aver sputtanato un'economia in elargizioni, mangimi, è un fatto. Ma forse, sempre forse, fuori dall'Europa potrebbe sopravvivere. Un'ipotesi di ritorno messa spudoratamente in calendario da Tsipras, che non avendo nessuno spessore da statista, nessun peso strategico (e chi lo adora gli somiglia), si è aggrappato al ricatto di un voto popolare di sola pancia. Che però è vuota.  
MAURIZIO BARUFFALDI
(giornalista e scrittore)

 

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