Il crowdfunding contro la Troika per la Grecia

  • PAOLA RIZZI

Dunque, alle ore 19,40 di ieri circa 61337 europei avevano già versato  un milione e 47,701 euro sulla pagina di  crowdfunding Indiegogo aperta tre giorni fa da Thom Feeney, un ragazzo di 29 anni che vive a Londra, per raccogliere i fondi necessari a saldare il debito greco. Thom ha fatto due conti: essendo gli europei 503 milioni, se ciascuno mette pochi spiccioli (le donazioni vanno da 3 euro in su)  si potrebbe effettivamente riuscire a mettere insieme la cifra  di un miliardo e 600 milioni di euro, che è quello che la Grecia deve dare all'Fmi. Thom è un ragazzo sveglio e traduce: «Prendetevi un insalata greca (6 euro) o una bottiglia di Ouzo (10 euro) e date una mano ai greci».In effetti pare che poi i prodotti, volendo, vengano spediti davvero.

Nel sito Thom  si fa delle domande e si dà delle risposte. Perché vuole aiutare la Grecia? Non voglio aiutare la Grecia, ma i greci, anzi dice la “working class”, perché se le banche e i governi si dimenticano della gente normale è bello sapere che nel mondo, in Europa, c’è dell'altra gente che ha cuore i destini delle persone. Non so se Thom sia un filosofo della politica, ufficialmente è un commesso in un negozio di scarpe, anche se sospetto che sia un profilo di facciata. Ma in ogni caso centra il problema: questa vicenda Grexit sì o no, (all'epoca noi avevamo lo spread)  mostra in modo evidente la distanza siderale che in tempi piuttosto rapidi, qualche lustro, si è creata tra i cittadini europei e le istituzioni che li governano.  Si è smarrito in modo drammatico il legame di fiducia, nel senso di fiducia verso il futuro, che ci legava tutti, governati e governanti,  nell’utopia di una cosa bella e un po' visionaria come l’idea di Europa a cui però siamo rimasti affezionati.

Ora invece le istituzioni europee, balbuzienti quando si tratta di affrontare questioni politiche come per esempio l'immigrazione, (allora improvvisamente gli Stati Nazionali si rianimano come zombie) si manifestano come un mucchio di contabili umorali, che cambiano spesso idea, talvolta sembrano anche grandi idee, ma alla fine quello che poi conta sono i numeri, solo che purtroppo in questo caso la matematica è un’opinione, perché basta leggere cosa pensano dieci economisti per trovare dieci ricette diverse.  Il risultato è che è tutto molto rigido e insieme aleatorio. Se quindi gente pratica come Thom decide di riprendersi dal basso, da dove forse si vede meglio come vanno le cose, il suo pezzetto di sovranità politica attualmente disperso in qualche buio corridoio di Bruxelles, per dare una mano ai greci, non c’è poi tanto da stupirsi che migliaia di persone gli diano retta e mettano mano al portafoglio. L'esito di questa operazione è dubbio. In ogni caso è stato bello sognare.

PAOLA RIZZI @paolarizzimanca

 

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