Scuola e migranti due carte tutte da giocare

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SCUOLA. Renzi ha perso la popolarità e le elezioni. La Buona Scuola ha tolto un buon numero di voti al PD e l'emergenza migranti sposta i moderati verso la destra. Eppure, scuola e migranti rimangono due grandi carte da giocare. Sulla questione immigrazione il premier rappresenta l'alternativa al populismo. Il fenomeno è epocale: l'Europa o si attrezza a gestirlo secondo criteri di solidarietà oppure accetta e accelera il suo già evidente declino. Se l'Europa non intende, l'Italia farà da sé, da grande nazione quale è, tuona nelle ultime ore Renzi. Se è enfasi retorica, è preferibile alla retorica dell'egoismo di chi vuol difendere le frontiere sugli scogli. Che possa essere premessa di una politica lungimirante lo dimostrano le cifre della natalità ed i conti pensionistici. Un paese vecchio è destinato a morire. Non basta, però, accogliere. Occorrono efficienza e competenza per gestire il rilancio economico che un flusso di risorse umane in entrata potrebbe e dovrebbe facilitare. 
Forza e coraggio, il governo di una grande nazione deve averne, e può averne se riesce a condividere lo slancio di orgoglio nazionale con le forze produttive ed intellettuali oneste ed aperte della società civile, capaci di guardare oltre l'immediatezza del risultato elettorale verso la salute economica e morale futura del Paese. Questo é lo sguardo dei docenti, nel loro ruolo di ponte tra il deposito di valori e sapere e le nuove generazioni.

La politica scolastica è la politica dell'avvenire. Senza una politica di educazione e formazione davvero buona non c'è futuro, né per i giovani doc né per i meno “controllati” che arrivano dal mare. Ci piace, ad esempio, immaginare le scuole capaci di ospitare nelle settimane estive i migranti, magari assistiti dai nostri studenti (pensate ad una distribuzione capillare, che trasformi masse di disperati spaventosi e spaventati in persone di famiglia). Ci piace pensare ad un progetto “adotta un migrante” per ogni classe. Ci piace pensare...
La scuola è un patrimonio di risorse umane che Renzi deve imparare velocemente a valorizzare ed ascoltare. Ci aspettiamo una sterzata in questa direzione, a breve!
EVELINA PISCIONE

 

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