La burocrazia frena la ripresa

  • Massimo Blasoni

Nel 2010 in Italia si sono investiti in costruzioni 169,6 miliardi di euro. Quattro anni dopo, complice la crisi e soprattutto l’inasprimento della pressione fiscale sul comparto del mattone, gli investimenti in costruzioni si sono fermati a 138,9 miliardi con un calo in termini reali del 18%. I tempi necessari per ottenere un permesso di costruzione sono invece rimasti invariati a 233 giorni, un tempo record in Europa e che ci fa impallidire davanti ai 64 giorni della Danimarca.
Quella appena descritta non è altro che l'ulteriore conferma di come la burocrazia in Italia sia un ostacolo alle imprese che prescinde pressoché totalmente dal contesto, dalla mole di lavoro, dal settore considerato. Un appesantimento del lavoro di chi dovrebbe essere messo nelle condizioni di competere e creare ricchezza, così pervasivo da toccare qualsiasi aspetto della vita di un’azienda. Se dopo aver atteso più di sette mesi per costruire un capannone all’imprenditore fosse rimasta ancora voglia di provarci dovrà mettersi l’anima in pace e attendere 124 giorni per l’allacciamento alla rete elettrica, ben 96 giorni in più del suo collega tedesco.

Resta poi il tema delle tasse. Che non solo sono troppe e raggiungono il 65,4% dei profitti ma sono anche difficili da pagare. Un’azienda di medie dimensioni spende in media ogni anno 7.559 euro per il disbrigo degli adempimenti burocratici relativi al pagamento delle imposte: una cifra che non ha eguali in Europa e che rappresenta una vera e propria tassa ulteriore e mascherata che le nostre imprese sono costrette a sostenere. Un’ulteriore dimostrazione di quanto sia sbilanciato il patto tra Stato e impresa e cittadini.
Eppure, malgrado tutto, ci sono ancora imprenditori che si battono e aziende che crescono magari nascendo da zero: avrebbero bisogno di meno retorica e di più opportunità per competere. Liberalizzare, sburocratizzare, privatizzare non possono rimanere punti di un ordine del giorno che non si realizza mai. Agire rapidamente per semplificare il nostro sistema, partendo da quello fiscale, è una priorità assoluta e si tratterebbe di una riforma realizzabile subito e a costo zero. Basterebbe volerlo: il governo, invece, sembra avere altre priorità.

MASSIMO BLASONI

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