Se la dieta mediterranea fa rima con il benessere

  • Chef Bernardi

ALIMENTAZIONE La dieta come (gustosa) terapia. Ovvero quando il cibo (sano) cura e aiuta a vivere meglio alzando non l’indice glicemico o del colesterolo ma solo quello del benessere psicofisico. In un momento in cui si parla di food continuamente, anche grazie a Expo, va da sé sottolineare il legame strettissimo fra alimentazione e salute. Ma non in maniera austera e un po’ punitiva come avviene quando si pensa al conto delle calorie, alle restrizioni, in una parola a quella immagine tristissima del piatto mezzo vuoto e scondito legata al temuto “regime dietetico”. Oggi non è più così. Si può restare in linea e perdere peso senza per forza rinunciare al gusto e alle gratificazioni della tavola.
«Se è vero che l’obesità è una patologia vera e propria, collegata a una serie di problematiche che colpiscono direttamente l’organismo, è anche vero che alimentarsi deve essere pienamente gratificante»,  ha sottolineato il nutrizionista Pietro A. Migliaccio presidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione e volto noto di Raidue dove parla di nutrizione a 360 e più gradi. Lo ha fatto presentando il libro dello chef televisivo Renato Bernardi  dedicato alla “Altra Cucina” che punta alla scoperta della salute a tavola con una serie di ricette della Dieta Mediterranea.
Dieta quest’ultima che  può essere “prescritta” come terapia in tante patologie, dalle più comuni fino a quelle oncologiche, per combattere l’ipertensione, l’anemia, la celiachia e dintorni. Il segreto è privilegiare il più possibile “gli alimenti a basso potere energetico e ad alto potere qualitativo”. Non a caso la presentazione è avvenuta al Ketumbar Roma di Stefano Tononi, primo locale a lanciare qualche anno fa il brunch e l’aperitivo biologico. Tappe nutrizionali quotidiane per potersi garantire anche fuori casa quel potere qualitativo del cibo-farmaco.

Consigli utili

Per il diabete. Cibi sì: pasta e pane integrali, legumi, carne, pesce, verdura. No a biscotti, merendine, primi piatti conditi, pizze elaborate e frutta zuccherina e matura.
Per l’ipertensione: pane sciapo, riso, olio extravergine di oliva, patate, ricotta, miele. No a salumi, carne in scatola, salmone affumicato, aglio, liquirizia.
Per l’artrite reumatoide: carni bianche, latte parzialmente scremato, pesce azzurro. No a margarina, carni grasse, tuorlo d’uovo.

Per la menopausa: gamberi, ceci, fagioli secchi, cioccolata, gelato. No a carni rosse, insaccati, dadi.

 

LUISA MOSELLO