In aumento le donne che abbandonano il lavoro

  • Donne e Lavoro

LAVORO. Aumentano nel 2014 le donne che si dimettono dal lavoro e, tra loro, più di una su due lo fa dopo la nascita del primo figlio perché l’occupazione lavorativa e esigenze di cura dei figli sono “incompatibili”. Emerge dal monitoraggio annuale svolto dall’Ufficio della consigliera nazionale di parità e dalla direzione generale per l’Attività Ispettiva del ministero del Lavoro, che sarà diffuso domani. 

Madri a tempo pieno
Il rapporto evidenzia che nel 2014 si sono registrate dimissioni e relazioni consensuali di 26.333 lavoratrici e lavoratori (+11,27% rispetto alle 23.666 del 2013). Ma il dato riguarda per la quasi totalità (85%) delle madri: sono ben 22.480 le dimissioni delle mamme (+5,62% rispetto alle 21.282 dell’anno precedente), mentre il numero dei lavoratori padri che si  sono dimessi o hanno consensualmente risolto il rapporto di lavoro appare piuttosto contenuto (3.853). Alla base dell’abbandono del posto di lavoro o della transizione verso una soluzione più favorevole (cosa che ha interessato però solo meno di un quarto delle dimissionarie), e in alcuni casi anche verso il lavoro sommerso, oltre alla congiuntura economica, c'è «una persistente difficoltà di conciliare i tempi di vita e di lavoro», soprattutto nella fascia di età tra i 26 e i 35 anni (età del 57% di chi si dimette dal lavoro). E la gran parte delle donne che si dimette dal lavoro lo fa dopo la nascita del primo figlio: ben 14.379  lavoratrici hanno abbandonato un lavoro dopo la prima maternità.  I motivi  sono 4: l’incompatibilità tra il lavoro e la cura dei figli, l’elevata incidenza dei costi di assistenza al  neonato, il mancato accoglimento al nido, l’assenza di parenti di supporto.

L’esperta
«Quello che il monitoraggio evidenzia - spiega Alessandra  Servidori, consigliera nazionale di parità, che ha curato il rapporto - è che le donne di fronte alle difficoltà di conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura stringono la cinghia e preferiscono prendersi cura a tempo pieno del loro bambino a scapito di reddito e carriera»  
METRO

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