In aiuto delle mamme arrivano spazi d’ascolto e trova-tate

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FAMIGLIA. Spazi di ascolto con lo psicologo,  incontri con gli altri genitori per scambiarsi esperienze, fino alle  tate a domicilio e alle cene a portar via per tutta la famiglia. I sindaci porgono la mano alle mamme e ai papà puntando su servizi  innovativi. Se troppo spesso, specie nelle grandi città, l’iscrizione  al nido comunale è legata alle polemiche sui pochi posti disponibili e sugli orari non sempre concilianti con i ritmi di lavoro, alcuni  Comuni italiani, specie medi e piccoli, hanno studiato formule ad hoc per  facilitare la vita dei genitori. 

Cena a domicilio
Ed è così che a Cles, in provincia di Trento, al nido comunale, gestito dalla cooperativa La Coccinella, è possibile prenotare la cena per tutta la famiglia. In casi di emergenza, nelle giornate piene di impegni, non c’è bisogno di fermarsi a fare la spesa né di mettersi ai fornelli: quando vai a prendere tuo figlio porti via anche il pasto completo, al costo di cinque euro a persona. «Siamo stati i promotori di una modifica della legge per consentire  alle cooperative sociali di gestire i servizi per l’infanzia - spiega l’ex sindaco di Cles Maria Pia Flaim, fino alle amministrative del 10 maggio scorso alla guida del Comune - Nel bando di assegnazione dei servizi per l’infanzia abbiamo posto una serie di elementi legati alla qualità del servizio, mentre quello economico incide per la parte minore. Abbiamo chiesto proposte per servizi innovativi a favore della famiglia. La Cooperativa La Coccinella, che ha vinto la gara, ha proposto questa iniziativa e noi l’abbiamo appoggiata». È nato così il progetto “Il nido ti prepara la cena”: i genitori possono prenotare da un minimo di due a un massimo di dieci  pasti al mese. Si tratta di una cena completa (primo, secondo e  contorno) preparata con prodotti a km zero per il bambino e tutta la famiglia.

Albo di tate
Un albo di tate, che lavorano a domicilio o a casa propria, è stato lanciato dai Comuni di San Mauro Pascoli, Savignano Sul Rubicone e Gatteo dell’Unione dei Comuni del Rubicone e Mare. «Abbiamo costituito un albo per aumentare l’offerta dei servizi per l’infanzia venendo  incontro alle esigenze delle famiglie monogenitoriali o che fanno lavori su turni ed hanno dunque orari poco agevoli», spiega Luciana Garbuglia, sindaco del Comune di San Mauro Pascoli e  responsabile dei Servizi sociali per l’Unione. Le tate dell’elenco stilato dall’Unione dei Comuni possono iscriversi avendo determinati  requisiti legati all’istruzione e ai locali in cui intendono ospitare i bimbi. I genitori potranno dunque scegliere la tata dall’albo «monitorato e  aggiornato dall’Unione. Tra le parti si definisce un contratto. Ciò  favorisce l’emersione del lavoro nero e un controllo di qualità sul servizio». Non solo. I Comuni danno anche contribuiti alle famiglie per usufruire dell’aiuto delle tate. Agevolazioni che vengono elargite in base all’Isee.  

“Incontramamme”
 E sono numerose, da Nord A Sud, le iniziative di supporto nel difficile  mestiere di genitori. Ad esempio, il Comune di Ivrea ha lanciato il mese scorso, all’asilo nido comunale A. Olivetti, “Sguardi, parole e coccole” il nuovo servizio gratuito di “Incontramamme”, per condividere gioie e paure con il sostegno di educatrici  o esperti esterni. A Bra (Cuneo) il Comune ha promosso al nido uno spazio mensile con lo psicologo.
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