Scrutini, nessuno precetti chi sciopererà

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SCUOLA. Checché ne dica il presidente dell’Autorità di garanzia degli scioperi Roberto Alesse, che ritiene obbligatorio il ricorso alla precettazione degli insegnanti che sciopereranno in occasione dei prossimi scrutini, tale astensione dal lavoro è consentita dalla normativa vigente. Infatti, l’Accordo nazionale del 1999 relativo all’Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali, comparto Scuola, art. 3, comma 3, nel raccomandare che lo sciopero non implichi il coinvolgimento di classi impegnate negli scrutini finali propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione, che non superi i due giorni consecutivi e che non comporti un differimento  delle  operazioni  superiore a cinque giorni rispetto alla scadenza programmata, rende evidente la sua legittimità al di fuori delle situazioni esplicitate.
Francesco Merlo su “La Repubblica” auspica che ad Alesse vengano “tirate le orecchie da Renzi, dal ministro Giannini e persino dal sottosegretario Faraone”… Le incaute parole del Garante, infatti, rischiano di acuire l’asprezza dello scontro sociale. Alesse dovrebbe ricordare che alla Commissione che presiede non spetta di precettare nessuno, compito che è appannaggio di altre autorità, che decidono autonomamente.
«Credo - sostiene il premier - che la stragrande maggioranza degli insegnanti siano persone serie, perbene e non mettono a rischio i propri ragazzi e il lavoro di un anno con il blocco degli scrutini». Sì, gli insegnanti sono persone serie e responsabili, ma anche esasperate. E ricordano il monito di B. Brecht. “Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere”.
CRISTIANA BULLITA

 

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