Lavoro, il Jobs Act non basta proprio

  • Massimo Blasoni

I dati incoraggianti sulle assunzioni e il saldo positivo tra queste e i licenziamenti nel primo trimestre dell’anno, resi noti dall’Inps, non significano purtroppo che il numero complessivo degli occupati stia crescendo. Questi ultimi infatti sono calati di 111.000 unità tra dicembre 2014 e marzo 2015, come impietosamente segnala il rapporto Istat.
L’arcano è presto spiegato. Il dato Inps si riferisce alle comunicazioni obbligatorie delle aziende su assunzioni, cessazioni e trasformazioni relative al solo lavoro dipendente e para subordinato del settore privato. Non si quantifica il numero degli occupati e una persona può avere più contratti nello stesso periodo. Per altro non si tiene conto di lavoratori pubblici e autonomi come invece accade nell’indagine Istat, che fotografa il numero effettivo degli occupati. Il dato Inps sulle assunzioni è poi ovviamente condizionato dai numerosi contratti trasformati in tempo indeterminato sulla scorta dei contributi del Jobs Act.
Per incrementare l’occupazione non basta quindi agire unicamente sugli sgravi contributivi, che pure sono importanti: occorre necessariamente puntare anche sulla crescita e ridare spinta alla domanda interna di beni e servizi.

Le aziende, infatti, assumeranno solo se necessiteranno di lavoratori per incrementare la produzione. Ma rafforzare i timidi segnali di crescita dopo anni caratterizzati dal segno “meno” richiede scelte coraggiose, soprattutto in tema di riduzione della pressione fiscale reale. Questa ha ormai raggiunto il 53% del Pil, una soglia che ci pone tra i Paesi più tassati al mondo. Non potendo agire sulla leva del deficit, la contrazione delle imposte è pertanto possibile solo a fronte di un radicale dimagrimento dello Stato e delle larghe sacche di spesa pubblica improduttiva. Su questo fronte ben poco è stato fatto dal Governo Renzi e paiono dimenticati gli obiettivi ipotizzati a suo tempo dal piano Cottarelli. Insomma, per aumentare l’occupazione il Jobs Act non basta.

MASSIMO BLASONI

Presidente

Centro Studi ImpresaLavoro

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