La differenziata a Expo è inutile

  • PAOLO HUTTER

La  raccolta differenziata a Expo rischia di andare sprecata. Quale sia  il problema è presto detto: a fronte di un notevole sforzo organizzativo, a fronte di una dotazione di  ben tremila contenitori differenziati, l’attenzione dei  visitatori nell’usarli è troppo scarsa.  Quindi presumo che  il contenuto  dei cestini sia quasi del tutto INUTILIZZABILE ai fini del riciclo, a meno di immaginare  che qualcuno o qualche impianto si dedichi a  RI-DIFFERENZIARE quanto è stato  PASTICCIATO   dai  visitatori Expo. Purtroppo  basta  una  minoranza significativa di pasticcioni per rovinare le raccolte differenziate.
Inoltre secondo un nostro modesto e informale calcolo se 10 mila tonnellate, che dovrebbero essere  differenziate e avviate a riciclo, tornano invece a  smaltimento  ci sono maggiori spese e minori incassi   per un milione e mezzo di euro. (Totale rifiuti  previsti da Expo 17 mila, parlo di 10 mila “in ballo”, al netto cioè di quelli sicuramente ben raccolti e di quelli inevitabilmente ammucchiati).
A carico  di chi queste maggiori spese e  minori incassi? Di Expo o di Amsa o di Conai? Questo  non lo so bene. In ogni caso quello che accade  non è sorprendente. La raccolta differenziata funziona più facilmente presso le abitazioni, i luoghi di lavoro, gli esercizi commerciali. È molto  più difficile per strada, nelle feste, negli eventi, o nelle fiere.  Ma   come hanno già dimostrato altre fiere c’è una possibilità di rimontare la china. Una soluzione   massiccia, semplice e radicale.
Volgere le attenzioni  dei volontari presenti in Expo al comportamento  dei  visitatori  nella gestione dei rifiuti.  I singoli  contenitori  differenziati sono TREMILA. Se le “stazioni  ecologiche” diciamo così. ovvero i punti in  cui vi sono da  due a cinque  contenitori affiancati, sono circa 800 l’ideale sarebbe che ci fosse  sempre un volontario accanto al  gruppo di  cestini per consigliare e controllare i visitatori. A Torino al Salone del Gusto la raccolta differenziata è  riuscita perché Legambiente è riuscita a mobilitare e distribuire  ben 240 volontari (120 a turno) dedicandoli  prevalentemente a fare “la guardia ai bidoni”, tutto il tempo.
Idem alla Fiera Fa la Cosa Giusta di Milano  c’erano  decine (in quel caso bastavano) di volontari  prevalentemente dedicati ai rifiuti. A  questo  naturalmente  andrebbe aggiunto  un avviso  molto forte e chiaro  all'ingresso   e  magari anche durante il  percorso. Occorre  parlarne , innanzitutto. I contenitori differenziati da soli  non parlano ai molti che hanno altro per la testa.

 

PAOLO HUTTER
direttore di Ecodallecittà.it

 

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