Caro Matteo, aspetto la tua risposta sul merito

  • Renzi/scuola

ROMA. “Aspetto le Vostre considerazioni”: così ci hai scritto, caro Matteo, nella sbrigativa mail inviata ai docenti italiani mercoledì scorso. Ahimé, il tuo lodevole intento pare tradito dal fatto che il ddl sarà legge a brevissimo; eppur devo prestarvi fede: può un primo ministro fingere così?
Ci assicuri che vostro obiettivo è “garantire la qualità”. Purtroppo il vostro ddl la qualità non la garantisce affatto: perché il preside, per te onnisciente, che si sceglie i “suoi” (?) docenti da un albo, non rispetterà più alcuna graduatoria di merito. Diventa merito “piacere” al dirigente: per motivi ora validi, ora arbitrari, ideologici, o peggio clientelari e illeciti. Ma c’è di più. Siamo d’accordo: il vero dramma della scuola sono i docenti incapaci o cialtroni (a volte resi tali dalla consunzione); una minoranza, sì, ma che fa giusto scandalo. Eppure gli emendamenti al ddl hanno chiarito che i docenti non “prescelti” da alcun dirigente saranno comunque riassegnati d’ufficio. Capisci anche tu che così i “cattivi” docenti resteranno in giro a far danni: forse puniti cambiando scuola ogni tre anni; o forse premiati da presidi amici a scapito di docenti migliori. Il tuo preside-capo, insomma, non garantisce qualità; semmai la peggiora, per l’instabilità didattica, la piaggeria e i rischi di clientelismo che introduce nel sistema. E allora, caro Matteo, per “garantire la qualità” alla scuola, non si dovrebbe in primis allontanarne i cattivi docenti, ricollocandoli altrove nella P.A.? Il che vuol dire ridar vita al corpo degli ispettori ministeriali, aumentarne il numero (appena 300 sulla carta, per tutta Italia!), sì da facilitarne la chiamata da parte degli attuali dirigenti. Anzi, si potrebbe rafforzarne autorevolezza e poteri con eventuali conferme da parte degli organi collegiali dei singoli istituti. Ma di questo tu non parli, inebriato dal mito di un preside che si sceglie il team come fanno certi premier coi loro non troppo qualificati ministri e sottosegretari. Né parli di altre proposte fatte qui e altrove. Aspetto le Tue considerazioni.

GIANFRANCO MOSCONI

 

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