Expo, apparentemente un lancio con i fiocchi

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MILANO Chi si aspettava di sapere quante persone hanno varcato i cancelli di Expo nelle prime due settimane, sono rimasti delusi. Ieri, a 13 giorni dall’apertura dell’Esposizione, il dato resta un segreto. Il commissario Giuseppe Sala, affiancato dal sindaco Pisapia, dal presidente Maroni e dal ministro Martina ha voluto dare solo la cifra dei biglietti venduti: 11 milioni e 300 mila. Non tantissimi, se si pensa che il 3 maggio scorso erano 11 milioni. «Siamo fiduciosi», ha detto Sala, «cresciamo a ritmo costante e confidiamo di raggiungere il target di 20 milioni di biglietti venduti e dei 24 milioni di visitatori a Expo ancora aperto». Un successo forse inatteso si è rivelata l’apertura serale del sito (l’ingresso dopo le 19 costa 5 euro): 100 mila le presenze registrate.  Insomma, tra i presenti regnava una generale soddisfazione e tutti hanno definito il bilancio positivo.

“Prima tappa vinta”

«Abbiamo vinto la prima tappa, ma possiamo andare avanti in crescendo. Gli scettici sono diminuiti e sono aumentati gli ottimisti», ha detto Pisapia elogiando il lavoro fatto da Amsa e Atm («Il servizio è stato perfetto, abbiamo fatto valutazioni giuste e accordi con sindacati mirati»). Sorrideva anche Maroni, sottolineando il buon funzionamento del sistema sanitario messo in campo e annunciando che il 16 maggio aprirà l’arteria stradale Tem e il 23 maggio un tratto di Pedemontana.

 

Euforico il ministro Martina («Siamo partiti bene fin dal primo giorno») che ha annunciato la presenza del presidente della Repubblica Mattarella a Expo il 5 giugno, per la Giornata mondiale della Terra. Per lui sarà l’esordi. Non lo sarà, invece, per il premier Renzi, atteso a Rho-Pero il 2 giugno.

 

L’incontro con la stampa ha offerto a Sala anche lo spunto per tornare sulla questione prezzi: «Abbiamo fatto inviti espliciti ai Paesi per rivedere un po’ i prezzi. Per esempio: se in Svizzera un caffè costa 3,5 euro e qui al padiglione lo mettono a 2,50, devono ritoccare qualcosa». Inoltre, il commissario ha riferito che entro domani saranno operativi 110 mezzi per il trasporto dei disabili (che si erano lamentati), 60 elettrici e 50 a spinta.  Infine, Sala ha dichiarato che la domenica mattina partirà anche la messa («ce lo hanno chiesto i lavoratori del sito») e saranno assicurati i riti anche delle altre religioni. ANDREA SPARACIARI

 

PIU’ TRASPARENZA SULLE ENTRATE, PLEASE

Un silenzio ingiustificabile. È quello del commissario Sala sul numero degli accessi al sito (e a cascata quello di Atm e Trenord sul numero dei passeggeri trasportati). Dopo 13 giorni, non è dato sapere quanta gente abbia varcato quei tornelli ipertecnologici, in gradi di contare anche i capelli sulla testa dei passanti. “Voglio che la mia gente lavori per far funzionare le cose. Per questo ritengo non sia saggio aprire questa discussione”, ha detto ieri Sala, aggiungendo che il dato è difficilmente controllabile. Una scelta comprensibile per un uomo di marketing, ma insostenibile per un manager pubblico che gestisce un’opera finanziata con fondi pubblici. Un’opera che oggi appare un successo, ma che fino a qualche mese fa ha diviso Milano (e l’Italia) tra contrari di principio e favorevoli spesso per opportunità personale; monopolizzato il dibattito politico e spesso anche le colonne di cronaca giudiziaria. Ci auguriamo che Expo vada oltre le aspettative, ma affinché ciò avvenga, la trasparenza è il presupposto. Con buona pace del marketing e degli uomini di Sala.

ANDREA SPARACIARI