Cuba, Papa Francesco e quel suo autentico capolavoro

  • Maurizio Guandalini

Raul Castro da Papa Francesco: «Se continua così ridivento cattolico».  E torna a pregare. Il capo di Cuba non scherzava. L’inquilino del Vaticano ha fatto un capolavoro di politica estera. Cuba è una nazione carica di simboli, in particolare nel mondo (latino) americano. Da noi un trampolino ideologico, che prende le mosse dal mitico comandante Che Guevara, del riscatto di un popolo contro la super potenza invasore degli Usa.  E da quel momento il mondo si è fermato. L’ottusità culturale ha proseguito con il suo fermo immagine: Cuba si è trasformata in un monumento del passato caricato di colpe che non sue, come l’assurdità di far parte della lista nera del terrorismo internazionale. Il Papa argentino è sicuramente rimasto stordito ad osservare come, nel trascorrere dei decenni e delle generazioni, Cuba rimanesse sempre lì come l’isola, del male,  povera, con embarghi fuori dal tempo. E il suo impegno non è stato per la libertà religiosa. Ma per aiutare gli abitanti di Cuba ad avere le condizioni migliori di vita (l’obiettivo primario è togliere il blocco economico). Non c’è stato nulla di speculare. Una lezione di dottrina straordinaria che ha addirittura portato Castro a capire come la religione sia una faccenda  autonoma rispetto allo Stato.
E la forza tattica di Bergoglio è la sua missione di evangelizzazione: un Papa che si è liberato dei salamelecchi diplomatici vaticani per concentrarsi tutto sul prossimo. Papa Francesco si è fidato di Cuba, e dei Castro, e Cuba, e i Castro, hanno ricambiato (e capito). Quell’affermazione del Presidente Raul, con un Papa così ritorno a pregare, è il back up  della Chiesa cattolica di oggi: è il “marketing” potente di Bergoglio che sta ridisegnando immagine e contenuti. Con un ritorno all’antico. La Chiesa ritrovata, al centro dell’attenzione, punto di riferimento con spirito misericordioso (la misericordia, il tema del prossimo Giubileo) verso tutti. Senza distinzione. Ma è anche un insegnamento alle leadership politiche. I passi di Obama e di Castro che mettono da parte rancori e ferri vecchi  è l’esempio papale di come guardare al futuro, senza pregiudizi e andare al sodo. Parla come mangi. Alla buona. Senza giri e complicanze. Mi sono ricordato di «permesso, grazie, scusa» le parole – disse il Papa - che non devono mai mancare nella vita matrimoniale. Se osservate l’azione e il linguaggio di Bergoglio, anche in diplomazia,  non si discosta da queste ricette basiche del curato di campagna o del primo anno di catechismo. Anche nella Chiesa, però, nel corso degli anni, si erano perse per strada…

MAURIZIO GUANDALINI

Economista e giornalista

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