Il Governo non ascolta e così si uccide la scuola

  • Tony Saccucci

“La scuola solo in mano ai sindacati non funziona. Quello che non è accettabile però è che sia meglio lasciare tutto così: cambiamo insieme la scuola, ma cambiamola”. Sono d’accordo con la Boschi. Dov’è che non siamo d’accordo? Sul modo in cui questo governo sta cambiando la scuola a suon di riunioni rocambolesche. Il governo sta facendo un pastrocchio. L’urgenza della cura fa più danni della malattia. C’è una manipolazione continua della realtà: la scuola non è in mano ai sindacati. Ci sono insegnanti-intellettuali che non hanno nulla a che fare con i sindacati. Eppure, a Renzi & Co. fa comodo creare un nemico unitario: il sindacato che impaluda tutto. Renzi si rifiuta di confrontarsi con chi la scuola vuole cambiarla sul serio. Ieri ha di nuovo incontrato i sindacati, dopo lo sciopero e l’invasione del suo profilo Facebook (con un evento lanciato dalla pagina “La vera scuola gessetti rotti”). Incontro inconcludente. Forse ha timore di fare una figuraccia con altri che sanno fare proposte alternative ai punti chiave della riforma. A che serve la chiamata diretta del preside? Dicono a far funzionare meglio la scuola, a togliere il potere agli inamovibili, a rendere efficace l’autonomia. Ogni preside deve poter scegliere le persone con cui lavora perché così non si troverà fannulloni ignoranti tra i piedi.

Ma se il problema è l’insegnante fannullone, basta trovare il modo di cacciarlo. Se oggi sono troppo garantiti, i fannulloni, fai una legge che permetta di intervenire su di essi. Per esempio, basterebbe potenziare il numero e il potere degli ispettori ministeriali. Così da rendere il licenziamento in tronco del fannullone semplice e efficacie. Tanto questa è una esigua minoranza. Nessuno la rimpiangerà. Ma non si deve ammazzare la scuola dei nostri figli perché si deve riformare semplicemente per riformare. Andando a casaccio. Aver inserito la riforma della scuola nel calderone ideologico o post-ideologico della politica è la vera colpa che imputo a Renzi: usare la scuola per fare politica. Non so neanche se lo abbia fatto di proposito. Ma purtroppo è successo. E ci sta mettendo fin troppo per riportare in secca l’unica cosa che anche tra le macerie deve sopravvivere. Il sistema dell’istruzione, appunto.

TONY SaCCUCCI

Insegnante e scrittore

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