Dal G8 ai black bloc la violenza non ha colore

  • Maurizio Baruffaldi

Il G8 di Genova ha dimostrato che esistono frange di reparti di polizia occupate da esaltati. Releghiamo tra le macchiette tragiche chi difende uno solo dei partecipanti a quella spedizione punitiva, e veniamo alle conquiste dell’oggi. La polizia ha agito con il culo strettissimo, nessuna esaltazione, forse addirittura troppa rinuncia. Ma questa rinuncia ha quasi completamente isolato i BB nell’intera opinione pubblica. Quelli che vengono ormai definiti gli “idioti neri” hanno la stessa testa di quelle divise che hanno massacrato innocenti a riposo. Violenti a prescindere. Neri dentro, e non per caso. Odiano, a casaccio. E tutti quelli che si riempiono al bocca con la parola “fascista” per ogni minima cazzata che non si adegui alla loro politica, si asciughino la bava e aprano il cervello: il fascista si condensa in quelle azioni, squadriste e vili. Che ovviamente prendono dei Like, perché chiunque faccia casino, o dica porcate, prende dei Like. E spesso è il giovane un po' pirla, incazzato contro un nemico enorme e indefinibile, e “spaccare” è il verbo che gli viene più naturale. A monte, invece, nella protesta sana e organica, ci sono ragioni da vendere. Peccato che poi senti un paio di esponenti del movimento NoExpo e ritrovi quel tono, linguaggio, retorica anni ‘70 alla quale sei diventato allergico. Sappiamo delle porcherie intrinseche di questo “liberismo”, che l’opera monumentale di un Expo esalta e condensa, anche noi siamo incazzati; ma non abbiamo altro verbo che quello di “costruire”. Il futuro è una scommessa plateale. E spietata.

MAURIZIO BARUFFALDI
giornalista

 

 

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