No Expo: i 5 arrestati resteranno in carcere

  • Primo Maggio

GIUSTIZIA Sono stati convalidati ieri gli arresti dei 5 italiani finiti in manette il 1° maggio con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall’uso di armi improprie e dal numero di persone. I 5 erano stati fermati dopo la guerriglia al corteo No Expo. Per i pm avrebbero lanciato contro gli agenti bottiglie e un grosso masso di cemento. Tutti durante gli interrogatori di garanzia hanno respinto le accuse, dicendo di non aver partecipato alla devastazione e, in alcuni casi, sostenendo lo scambio di persona. Uno degli arrestati ha testimoniato di aver avuto  nello zaino una maschera antigas per difendersi dallo smog essendo un ciclista; un altro di aver raccolto un bullone da terra, ma di averlo lasciato cadere subito.  Intanto, il procuratore Romanelli ha confermato l’apertura di un fascicolo per devastazione che riunirà le posizioni di tutti i denunciati a piede libero (una quarantina) e di tutti gli arrestati sia nel corso degli interventi di prevenzione della polizia (2), sia dopo il corteo (7), con le accuse a vario titolo di danneggiamento, detenzione di materiale esplodente, porto di armi improprie, resistenza aggravata.

La polizia ha iniziato l’analisi delle immagini per identificare quante più persone possibili e ha sequestrato i vestiti lasciati dai black bloc in via Guido D’Arezzo. In particolare si cercano il gruppo che ha aggredito a bastonate il dirigente del commissariato di Quarto Oggiaro e chi ha lanciato la molotov che ha colpito un altro agente.  METRO

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