Su skype traduzioni più semplici

  • Alessia Chinellato

I l primo a consentire le videochiamate è stato Skype: basta individuare nome e cognome o il nickname della persona cercata, chiedere di essere ammesso ad interloquire e avviare una chiamata vocale o – meglio – una videochiamata. La piattaforma è stata acquisita nel 2011 da Microsoft per circa 8 miliardi di dollari e conta oltre 600 milioni di utenti, dei quali circa 35 mila sono attivi contemporaneamente ed è tra le più difficili da intercettare.

Cosa fare però se non si parla la stessa lingua?  Nessun problema. Da pochi giorni esiste Translator, capace di tradurre simultaneamente dall’inglese, spagnolo, cinese, francese e italiano. Attivo già da dicembre per una cerchia ristretta di utenti, Skype Translator “conosce” oltre 10.000 tra i lemmi mandarini ed è capace di autoimplementarsi, ovvero di imparare, con l’uso, nuove parole. Sono milioni le versioni audio immagazzinate dal database che sta dietro il sistema di traduzione, valevole sia per la chat che per la conversazione da una lingua in un’altra.
Il riconoscimento vocale è automatico e la versione che ne viene fuori è un mix tutto da interpretare. Nel nostro Paese esistono 330 dialetti e l’italiano – di per sé - è una lingua difficile, piena di locuzioni, alcune delle quali sconosciute se si utilizza un vocabolario forbito. Complicato che una macchina possa interpretare e riformulare una frase in maniera perfetta. Dall’inglese è tutto molto più semplice. Provare per credere.

ALESSIA CHINELLATO
giornalista

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