Occhio al seduttore, Parola di Benjamin Wood

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INTERVISTA Ogni tanto nella letteratura, come anche nella nostra vita, capitano personaggi che sin dal loro apparire, suscitano in noi una fibrillazione, una vaga inquietudine. Ne “Il caso Bellwether” di Benjamin Wood (classe 1981 esordiente per Ponte  alle Grazie, p. 411, euro 16,80) il protagonista, Eden Bellwether, un giovane seduttore con caratteristiche geniali e qualità tra il taumaturgo e l’artista,  finisce per manipolare – in negativo - chiunque gli sta accanto. E in particolare usa la fascinazione della musica (è un suonatore d’organo) per sedurre gli altri.

Come ha pensato a questa figura di manipolatore?
Ho pensato all’inizio al potere emotivo della musica e ho raccontato un personaggio che la capisce così profondamente al punto da riuscire a imbrigliarla per varie finalità.

Quali i tratti svelano la fascinazione e anche la pericolosità di personaggi come Eden?
Uno degli elementi più interessanti è che lui al tempo stesso è ripugnante e carismatico, esercita un’attrazione. Per capire che abbiamo a che fare con un personaggio pericoloso è importante stare attenti all’emergere del loro lato ossessivo.

Il fatto che ci innamoriamo di questi personaggi o li riteniamo amici ci porta ad offuscare il nostro giudizio nei loro confronti.
Sì, perché nella vita reale siamo rapiti dall’intelligenza profonda e dal loro grande talento. È facile essere attratti nell’orbita di persone che hanno qualcosa di speciale.

Quale musica per lei è irresistibile?
Da una parte una musica più popolare dove la qualità melodica si incontra con la poesia del linguaggio. Per quel che riguarda la musica classica quello che mi commuove fino alle lacrime sono le suite di violoncello di Bach.

Che cos’è per lei la seduzione?
Qualcosa che sentiamo a livello epidermico ma che non comprendiamo con la mente. La cosa che più mi seduce è sentire il rumore dell’oceano. E certa musica per me ha esattamente la medesima qualità. Assume un ritmo, una forza e una pulsazione così coinvolgente che  non possiamo resisterle. 
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

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