Villone: “La Buona Scuola è anticostituzionale”

  • Scuola/Il ddl secondo Villone

ROMA Il disegno di legge “Buona Scuola” ha generato una serie di polemiche. Al riguardo, si è espresso Massimo Villone, già Senatore e docente di Diritto Costituzionale alla Federico II di Napoli.

Professor Villone, vede profili di incostituzionalità nel ddl Buona scuola che dà al Preside il potere di “scegliere i docenti”?

L’art. 97 della Costituzione, che stabilisce il buon andamento e la imparzialità della Pubblica Amministrazione, rischia di essere violato concedendo ai Dirigenti poteri discrezionali non suscettibili di controllo. I Presidi infatti attingerebbero agli Albi Territoriali senza essere vincolati ad una graduatoria. Si aprirebbe così la via a pressioni che possiamo facilmente immaginare. Un precedente che può essere richiamato riguarda i primari ospedalieri: senza una graduatoria le nomine sono diventate spesso merce “politica”. Inoltre, negli Albi confluiscono i nuovi assunti e tutti i docenti richiedenti mobilità. Questo implica riconoscere diritti diversi a persone che svolgono la medesima funzione. È forte il dubbio che sia leso così il principio costituzionale di uguaglianza (art.3). Per di più, docenti con meno diritti vedono per questo indebolita la propria autonomia.

La libertà d’insegnamento è minacciata dal ddl? 
Sicuramente la scelta discrezionale dei docenti da parte del Preside rischia di inficiare la garanzia dell’autonomia didattica, autonomia che è il nucleo significativo della libertà d’insegnamento. 

Professore, 68.000 docenti hanno chiesto con una petizione al Presidente Mattarella di vigilare sulla scuola. Cosa può fare il Presidente?
In questa fase di discussione in Parlamento il Presidente non può far nulla, almeno in termini di intervento formale. Quando la legge venisse approvata potrebbe rinviarla alle Camere con messaggio motivato. Se la legge fosse riapprovata, dovrebbe promulgarla. 

EVELINA PISCIONE

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CONTRO IL DDL QUASI 75 MILA FIRME