Quel pietismo dell’accoglienza

  • Maurizio Guandalini

Aprite le finestre al nuovo giorno.  Ci sto.  Ad andare oltre, trovare una soluzione che va al di là della chiusura a riccio. Trovare una soluzione alle migrazioni di massa dalle guerre e dai genocidi. Cioè far sì che quelle centinaia di migliaia di persone arrivino stabilmente nei diversi paesi europei. A quel punto potrebbero andare le nostre navi, prenderli e portarli da noi. Perché questa è e rimarrà una utopia malinconica? Le nostre classi dirigenti, della politica come delle associazioni umanitarie fino alla Chiesa, in questi anni, dove il problema è cresciuto, è divenuto virale, espandendosi anche in quei paesi non a rischio, non sono stati all’altezza del compito. Hanno preferito le prediche, salvare le coscienze, confessare i peccati piuttosto che trovare soluzioni. C’è chi si è nascosto, c’è chi ha puntato l’indice, chi ha preferito trovare il nemico, chi si è esercitato in parti in commedia facendo il “razzista” e il buon samaritano. E nel frattempo anche il cuore più solidale è gelato. Non far niente ha lasciato spazio al laissez faire, al disordine, alla paura, alla rimpallo, a rinfacciarsi i problemi. In questo disarmo, di forze e di idee, pensate gestire l’ingresso di milioni di profughi in Europa. Non siamo capaci di organizzare l’arrivo di qualche migliaio di profughi, soprattutto non c’è una catena solida che dia un ordine conseguente e non si trasformi in elemosina eterna.
Non mi si dica che è una soluzione mettere i profughi negli alberghi, chissà fino  a quando. Umanità o non umanità a me pare un solidarismo straccione. Lo abbiamo scritto diverse volte. Qualcuno ha girato per le periferie delle grandi città come dei piccoli comuni? Avete fatto un salto nelle case popolari giusto per sentire il vento che spira? E non è un problema italiano, francese o tedesco. Anche in paesi dell’ordine assoluto come in Svezia tira un’aria più pesante che da noi. E chi denunciava questo degrado (che provoca micro e macro criminalità), l’inconsistenza delle soluzioni, era etichettato come razzista. Questa è la realtà quotidiana di come è stato risolto il travaglio delle migrazioni. Mi chiedo siamo oggi in grado di fare un passo successivo con cordoni umanitari che prevedono l’arrivo di centinaia di migliaia di persone? Evidentemente no, perché c’è l’aggravante sociale. La gente è nera. Spossata. Hai voglia fare le prediche, tutte belle per carità, ma non stupiamoci se poi mandano a quel paese Morandi buonista o chiedono conto alla Chiesa dei loro tanti immobili che potrebbero essere usati per l’accoglienza.

 

MAURIZIO GUANDALINI
(giornalista, economista)

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