Depressione, più parole e meno pillole: è la ricetta

  • Depressione-psicoterapia

SALUTE. La battaglia contro la depressione ancora una volta passa attraverso l’incontro e il confronto verbale che ricorda, narra e ricostruisce l’esperienza di una vita. Che a un certo punto sembra perdere direzione. L’arma, anzi, lo strumento usato è la psicoterapia. Che un recente studio tedesco pubblicato sul Dailymail, riporta al centro della cura del “male oscuro”, rischiarato proprio dalla medicina verbale. Secondo gli scienziati dell’Università di Kassell chi è depresso mostra una iperattività in alcune aree del cervello: si può correggere incontrando uno psicoterapeutica per 8 settimane. La ricerca ha mostrato delle particolari immagini cerebrali in cui il cervello delle persone che soffrono di depressione aveva un aspetto diverso da quello delle persone sane.  Le parti del coinvolte nell’iperattività si trovano di solito nell'amigdala e riguardano quelle dell’umore, del pensiero, del sonno e dell’appetito.
La ricerca è partita dal reclutamento di 18 pazienti che non stavano assumendo farmaci. Il loro cervello è stato sottoposto a risonanza magnetica in 2 occasioni. La stessa cosa è stata fatta su un gruppo di 17 che però non soffrivano di depressione. Tutti sono stati stimolati con frasi per provocare in loro una reazione, una risposta. Sono state eseguite risonanze magnetiche sui pazienti durante gli stimoli e dopo la psicoterapia. I ricercatori hanno scoperto che il cervello dei pazienti con o senza depressione ha reagito in maniera diversa. E dopo otto settimane di psicoterapia il cervello dei pazienti depressi presentava meno iperattività nelle zone stimolate dalla depressione. Sul versante della cura farmacologica l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo le prescrizioni per antidepressivi (che spesso hanno effetti collaterali) sono triplicate  dal 1998 nei paesi più ricchi del mondo.
 

LUISA MOSELLO