L'altro Primo Maggio sempre più forte

  • Primo Maggio

MUSICA Tre anni fa, quando fu lanciato dall’attore Michele Riondino sulle ali della protesta per gli eventi dell’Ilva, venne derubricato a “sagra paesana”. Oggi, il Primo Maggio di Taranto (www.liberiepensanti.it) rappresenta non solo una realtà consolidata, ma per molti è il vero Concertone (diretta Radio 1 dalle 9). La line up (non definitiva) di quest’anno lo testimonia:  Subsonica, Caparezza, Roy Paci & Aretuska, Marlene Kuntz, Officina Zoè, Bestierare, Iosonouncane, Velvet, Ilaria Graziano & Francesco Forni, Bud Spencer Blues Explosion, Francesco Baccini, Fido Guido, LNRIpley, Brunori SAS, Diodato. A condurre, Andrea Rivera, Mietta, Valentina Petrini e Valentina Correani. Abbiamo chiesto proprio alla conduttrice di The Voice di presentarcelo.

Correani, Taranto non ha mai voluto essere il festival “contro”, è ancora così?

Diciamo che qui c’è tanta voglia di sentire musica, ma soprattutto di essere un megafono per le difficoltà di tutto il Paese. L’anno scorso la Cisl ci definì “sagra di paese”, ecco noi siamo la sagra del Paese Italia, riaccendiamo l’attenzione su una città dove o muori di fame perché sei disoccupato, o muori perché lavori all’Ilva.

La prima edizione era vista come una contestazione, ora Taranto sta diventando una realtà più che credibile…

Nel 2014 abbiamo raccolto oltre 9 milioni di tweet e 250 mila persone ci hanno seguito in streaming. Qualcosa vorrà dire… Credo che basti vedere la line up: oltre ai grandi, ci sono molti artisti o band indie che fanno centinaia di concerti ogni anno stando a contatto vero con la gente. Loro hanno il polso del “Paese reale”.

Perché ha detto sì a Taranto, una chiara presa di posizione?

Perché mi schiero in ciò in cui credo. Ho un figlio di due anni e non posso pensare di dovergli spiegare un giorno che a Taranto un bambino di 5 anni ha un’altissima possibilità di morire di cancro a causa di un’industria “legale”!

Un commento è d’obbligo sulla vicenda Nobraino, la band esclusa dal live dopo un loro tweet sulla strage di migranti nel canale di Sicilia…

Non conosco il cantante, ma quel messaggio mi è sembrata una battuta venuta malissimo che intendeva dire altro. Probabilmente, se avesse rimosso il tweet e spiegato le sue intenzioni tutto si sarebbe risolto.

ANDREA SPARACIARI

 

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