Il no alla riforma Renzi compatta i professori

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“Questa è la piazza della vera scuola”. Con l’espressione a noi molto cara i colleghi delle RSU, Rappresentanze Sindacali Unitarie di tutta Italia, annunciano un evento eccezionale: i sindacati sono uniti nel combattere il ddl che, di fatto, propone una concezione di scuola in contrasto con la Costituzione e con i principi fondamentali della democrazia.

Piazza SS. Apostoli, a Roma, è stracolma: i docenti si oppongono uniti a un’idea che rema contro la scuola pubblica, mortifica le professionalità, non ascolta le controproposte realistiche della base. La proposta demagogica del preside sindaco suggerisce l’idea di un ambiente aperto e democratico ma, è bene ricordarlo, i sindaci si eleggono mentre i dirigenti piovono dall’alto.

Si prefigura, così, con i super poteri attribuiti ai presidi, una competizione tra i più ricchi, che potranno fare campagne acquisti accaparrandosi i docenti "migliori" a scapito di istituti che saranno penalizzati, aggravandosi lo stato di degrado e di abbandono in cui molti di essi già versano.

Dopo anni di divisioni, il fronte sindacale pare finalmente ricompattarsi con la proposta di uno sciopero unitario il 5 maggio, che mira a chiudere tutte le scuole italiane e a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla realtà di una categoria falsamente descritta come privilegiata e conservatrice, ma che, al contrario, è la prima a volere un rinnovamento. Ma il principio costituzionale della libertà di insegnamento, garanzia di qualità per gli studenti, si deve rispettare e, con esso, la dignità dei docenti, umiliati da stipendi ridicoli e da una scuola sempre più aziendalistica e dirigistica.

CRISTIANA BULLITA, BARBARA GIZZI, PAOLA MASTRANTONIO

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