Corsa al petrolio fuori tempo massimo

  • ORO NERO

ROMA Nello “Sblocca Italia” l’articolo 38 consente allo Stato di avocare a sè le determinazioni di politica energetica nazionale, e in particolare le concessioni petrolifere. Ciò consentirà di deliberare direttamente, su questo delicato tema, al Governo «d’intesa con le regioni interessate». Questa non risulterebbe, di per sè, una novità particolarmente rilevante (è previsto comunque un parere dell’Ente Locale) se non volessimo una serie di eventi: Renzi recentemente ha dichiarato all’ONU  l’impegno dell’Italia a depetrolizzare il pianeta, ma al contempo indica l’assoluta necessità, sempre dell’Italia, a rendersi più autonoma dall’importazione di petrolio implementando, e di molto, lo sfruttamento dei giacimenti della Basilicata, la cosiddetta “Texas d’Europa”, e quelli nell’Adriatico con decine e decine di nuovi pozzi.

Ma come possiamo immaginare un vero percorso verso una società low carbon investendo su nuove estrazioni di petrolio e rinunciando, o limitando vistosamente, quelli sulle rinnovabili e l’efficienza energetica? È possibile che esistano ancora dei dubbi sul fatto che l’unica strada verso un modello di vita sostenibile non può che passare dall’uso delle fonti rinnovabili?

Anche i più scettici analisti concordano, ormai, sulla concretezza di questa alternativa, e non bisogna andare lontano per averne conferme: oggi in Italia il 42% dell’energia elettrica prodotta è da fonte rinnovabile e recentemente abbiamo avuto delle giornate, con condizioni particolari, in cui questa produzione è stata vicina al 100%. Se guardiamo poi all’estero, sono ormai numerosissime le realtà virtuose. Una tra tutte: la Svezia, che già oggi copre l’80% del fabbisogno energetico con le rinnovabili. Ma allora perché tante contraddizioni? Lo sa Renzi che il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha recentemente fatto un appello per Rilanciare globalmente gli investimenti nelle energie rinnovabili?  E che la stessa Banca Mondiale ha ufficialmente chiesto di interrompere gli aiuti e gli investimenti alle fossili?  Alla lobby del petrolio è giunto il momento di sostituire la lobby della sostenibilità, e non per far arricchire pochi, ma tutti gli abitanti del pianeta.

MAURO SPAGNOLO
Direttore responsabile di Rinnovabili.it