Sull'Expo di Milano 2015 le perplessità sono legittime

  • L'opinione

IL COMMENTO Vetrina o opportunità sprecata? Grande dimostrazione d'efficienza del made in Italy o rischio sputtanamento con conseguenti sbeffeggiamenti sulle presunte incapacità organizzative italiche? Trappola per topi che si credevano amministratori o molla per l'orgoglio nostrano? Vero e costruttivo evento globale sull'alimentazione in cui tutto ruoterà intorno all'ambizioso claim “nutrire il pianeta energia per la vita” o pretesto per nutrire le tasche dei soliti noti? Chance per il pianeta terra o per le multinazionali terra-terra? Giro di vite per le coscienze o banale giro di soldi? Su questi interrogativi, a poco più di 15 giorni dal via, ruota l'esito dell'Expo 2015 in quel di Milano. Il tutto mentre l'80% dei lavori è in ritardo (vale la pena ricordare ai ritardatari che l'esposizione durerà 6 mesi e consegnare a novembre avrebbe il sapore della presa per i fondelli più che per gli auspicati fornelli), il capo dell'Anticorruzione Raffaele Cantone fa notare che gli appalti sono stra-lievitati e il 3 volte premio oscar per la scenografia Dante Ferretti ritira la firma dagli allestimenti da lui realizzati per l'esposizione. Intanto il PD, che, con il proprio segretario alla guida del Paese, sull'Expo si gioca un po' di faccia, si trasforma in supermercato e lancia la super-offerta per gli under 30: “Iscriviti al PD e porti a casa il biglietto di Expo a 25 euro, invece che a 60”. Chiamatelo vecchio spirito Coop.

MATTEO GRANDI, GIORNALISTA

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