Così la chiamata diretta viola la Costituzione

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Il professore Salvo Amato è il  primo firmatario della petizione da 58.000 firme lanciata dalla pagina Facebook “La vera scuola gessetti rotti” contro la chiamata diretta dei docenti contenuta del Ddl scuola.

Professore, dove sarebbe l'incostituzionalità della chiamata diretta del preside?

Come hanno fatto notare alcuni costituzionalisti, la chiamata diretta da parte del dirigente scolastico vìola almeno due articoli della Costituzione.
La prima violazione riguarda l'art. 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. La norma che istituirebbe la chiamata diretta da parte del dirigente di fatto costringerebbe il docente a rivedere le proprie scelte didattiche in subordine alle scelte del dirigente stesso, pena il mancato rinnovo dell'incarico in quella scuola.
La seconda violazione riguarda l'art. 97 che stabilisce i princìpi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. La chiamata diretta consentirebbe l'introduzione di elementi discrezionali sulla scelta dei docenti e ciò rappresenterebbe un grave pericolo per la trasparenza della scuola pubblica.
Piuttosto che di “tutele crescenti” parlerei di “tutele decrescenti”, per citare il Jobs act.

Che cos’è “La vera scuola gessetti rotti”, pagina Facebook da cui è stata lanciata la petizione?
La pagina rappresenta una libera associazione di insegnanti che nasce sui social network e si sviluppa nelle scuole. Unisce alcuni dei maggiori gruppi scolastici social e il gruppo di docenti che scrive di scuola su Metro.
Ci sono gruppi con oltre 30.000 membri insegnanti. Serviva uno strumento che mettesse insieme tutti gli insegnanti dei principali gruppi e proponesse un coordinamento unico. La pagina ha consentito di centrare il nostro obiettivo: una petizione con oltre 58.000 firme. Per il momento, ne raccogliamo migliaia e migliaia al giorno.
METRO

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