Scuola, 58 mila firme contro la chiamata diretta

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INTERVISTA A SALVO AMATO: LA CHIAMATA DIRETTA
VIOLA LA COSTITUZIONE

 

Stavolta dovranno essere ascoltati i docenti italiani. Sarà il primo cittadino della Repubblica ad ascoltarli: il presidente Sergio Mattarella. Perché ad oggi, in soli pochi giorni, hanno superato quota cinquantatottomila nella raccolta firme su change.org, petizione relativa a un punto preciso del Ddl scuola in discussione in Parlamento. Quello che sostengono gli insegnanti è che conferire al Dirigente Scolastico il potere di scelta dei docenti, istituendo albi regionali che di fatto li precarizzano, violerebbe non solo i diritti acquisiti di quei docenti, ma anche l’articolo 33 della Costituzione, secondo il quale “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. La libertà d’insegnamento, infatti, implica un’autonomia didattica e metodologica che non potrebbe essere più garantita nel momento in cui, come pretende la Riforma, si aumentasse la discrezionalità del Dirigente Scolastico fino al punto di consentirgli la selezione della sua “squadra”, scegliendo un docente rispetto a un altro in base a criteri meramente soggettivi».

La petizione lanciata dalla pagina Facebook “La vera scuola gessetti rotti”, che raccoglie 11 gruppi di docenti (parliamo di centinaia di migliaia), viaggia a una media negli ultimi tre giorni di 11000 firme ogni 24. Un vero e proprio record.

METRO

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